Scuola, allarme presidi sulle linee guida per la riapertura

24 giu 2020

Autonomia non può voler dire semplicemente: ci pensino le scuole. Affinché l'autonomia sia effettiva e affinché funzioni servono risorse aggiuntive, in questo caso sicuramente in termini di risorse umane, quindi potenziamento dell'autonomia. Per far si che il dirigente scolastico possa gestire con la dovuta libertà queste risorse. Diciamo che questo non lo troviamo nella bozza. I presidi rispondono così alla bozza sulle linee guida della scuola, circolata in queste ore non lo dicono chiaramente, ma di certo ci si aspettava uno sforzo maggiore dalla politica dopo mesi di polemiche e confronto. Nessuna indicazione operativa, poche risorse e un livello di autonomia gestionale di certo non sufficiente per i dirigenti scolastici rispetto agli obiettivi da raggiungere, se non è una bocciatura, poco ci manca. Autonomia e flessibilità, queste le parole chiave delle linee guida sulle quali nessuno discute, fa sapere, Giannelli, Presidente dell'associazione nazionale presidi, sottolinea però come ogni scuola sostanzialmente dovrà fare da sé, con i mezzi propri e quel che offrono territori ed enti locali. Altra questione, il distanziamento sociale. Il 40% delle aule, sottolineano ancora i presidi non potrà mantenere un distanziamento di un metro tra i banchi, una percentuale altissima. Chiara dunque la posizione dei presidi altrettanto chiara, quella dei sindacati, delle famiglie con genitori ed educatori che scenderanno nuovamente in piazza a protestare. E intanto, mentre il ministro Azzolina su Twitter parla di tante interpretazioni molte sbagliate che aiutano solo ad alimentare la confusione, si guarda a domani, quando le linee guida arriveranno in conferenza Stato-Regioni e allora che si capirà come ripartirà la scuola a settembre. Fra turni differenziati, organizzazioni della classe in piccoli gruppi, lezioni anche il sabato con una possibilità di didattica a distanza marginale e solo per le scuole secondarie di secondo grado, senza considerare l'uso delle mascherine dai sei anni in su. Vedremo dunque, quali saranno le disposizioni definitive. Quello che è certo è che l'estate della scuola si annuncia non calda, ma caldissima.

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