Scuola, i timori dei presidi sulla ripartenza

19 apr 2021

Presidi, insegnanti, sindacati. È di nuovo corsa contro il tempo per riportare i ragazzi in aula, quando manca un mese e mezzo alla fine della scuola. Le date cambiano ma i problemi sono sempre gli stessi: spazi, trasporti, tracciamenti. "Ci tengo a precisare che l'intento di tornare in presenza lo condividiamo appieno non vorrei passare per un chiusurista che non sono. Il punto è, come si diceva, che ci sono delle questioni tecniche che ancora non hanno trovato soluzione a fronte di un grande passo avanti, va detto anche questo, che riguarda le somministrazioni di prima dose di vaccino a gran parte del personale della scuola. Quindi, a fronte di questo passo avanti, noi abbiamo che i trasporti sono ancora nella situazione di pochi mesi fa e così come in classe, nelle aule, soprattutto nei licei, nelle grandi città, i rischi di sovraffollamento e quindi di mancato rispetto della distanza di un metro sono concreti. A questo aggiungiamo che il piano dei monitoraggi, dei tracciamenti, su tutta la popolazione studentesca purtroppo non riesce a partire". E mentre si attende il decreto che riporterà tutti in classe, gli stessi presidi chiedono di lasciare alle scuole la possibilità di decidere quanti studenti possano tornare in aula, non escludendo gli ingressi scaglionati o la DAD nei casi in cui gli spazi non siano sufficienti. Nessuna frenata, dunque, conclude Giannelli, solo una riflessione di natura tecnica mentre si fa strada anche l'ipotesi di anticipare al primo giugno gli scrutini prima della chiusura dell'anno scolastico. Una data che però, al momento, sembra essere lontanissima.

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