Scuole, gli scenari per la riapertura a settembre

03 mag 2020

Diritto allo studio e tutela della salute pubblica, settembre non è poi così lontano e per far tornare oltre 8 milioni di studenti tra i banchi occorre trovare il giusto equilibrio. Lo scenario più ottimistico è che tutto possa tornare come prima dell'emergenza, ma è anche quello più improbabile, come ha confermato il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. L'idea è che metà studenti vadano per metà settimana in classe e l'altra metà collegati da casa a seguire quello l'altra metà della classe fa in classe in presenza. Così che la socialità resta il programma va avanti per tutti quanti. Sono allo studio tutti gli scenari possibili per non farsi cogliere impreparati al suono della campanella. La didattica a distanza non è uguale per tutti: occorrono computer e collegamenti adeguati e per questo il Ministero ha stanziato 70 milioni di euro. Ma fornire agli studenti dispositivi adeguati, non elimina il rischio di dispersione scolastica. La nostra scuola già prima che iniziasse questa tragedia del coronavirus e quindi che si passasse alla modalità della didattica a distanza non brillava dal punto di vista dei dati sulla dispersione. Perché? Perché appunto non si riesce a motivare abbastanza gli studenti. Abbiamo un sistema di valutazione che secondo me non riesce a spingere gli studenti a studiare quanto vorremo e quindi dobbiamo sicuramente ripensare tutto questo. Da questo punto di vista questa occasione, questa crisi come si è detto, deve essere trasformata in opportunità. Immaginare un pieno ritorno alla normalità fino a quando non ci sarà un vaccino è davvero difficile. La prima causa di povertà in Italia è la perdita del lavoro di uno dei componenti della famiglia, la seconda è la composizione familiare, ovvero la presenza di figli. Oggi in Italia stanno vivendo le famiglie questi due momenti insieme e quindi la cosa più rischiosa per le famiglie è proprio avere dei figli e nel contempo non riuscire a lavorare. Intanto domani 4 milioni di italiani torneranno al lavoro. Con i genitori fuori casa e le scuole chiuse, il Governo sta studiando nuove misure di sostegno alle famiglie. Nei prossimi giorni il bonus baby sitter dovrebbe aumentare. Si passa da 600 a 1200 euro.

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