Un altro weekend in lock down, la situazione a Roma

28 mar 2020

Sabato mattina, ore 9, Roma nord. Secondo weekend da lockdown. Davanti ad uno dei supermercati di Via Cassia ci sono 50 persone in fila; Christian cerca di allietare l'attesa. "Cioccolatino?" E' molto che aspetta? Un'ora e un quarto. Una volta a settimana, per necessità, quindi si fa il cumulo. Si allungano le attese anche per chi fa la spesa a domicilio. In questo momento siamo sulle 150-200 richieste al giorno. E prima? Prima erano 70-80, quindi in maniera esponenziale proprio è cresciuta. Qui siamo sulla Via Cassia, una delle principali e più trafficate consolari romane, qui generalmente il sabato mattina ci sono lunghe file di automobili. Guardate invece questa mattina, per effetto della quarantena, la situazione qual è. Anche i vivai sono aperti: in base al DPCM del 22 marzo sono consentite le attività florovivaistiche, un settore che dà lavoro in Italia a 100 mila addetti, in 27 mila aziende, per oltre due miliardi e mezzo di fatturato, oltre all'indotto. Queste sono tutte piantine da orto. Poi tutti i fiori, cose per il giardinaggio, poi abbiamo piante da frutto. Dopo una settimana li buttiamo via, se non siamo aperti. Non tutti però sono aperti. Queste sono quelle uscite ieri: Palazzo Chigi, permesso di vendita, chiarezza salva-settore, tutto, e appunto, c'è il codice Ateco che sarebbe lo 001, che non tutti hanno, però chi ce l'ha può stare aperto. E io non ce l'ho. Il signor Cervelli ci spiega che lo 001 è un codice presente sulla tabella di vendita: lui questo codice non lo ha e al momento non può aprire. Lei consideri che non scarichiamo da un mese, di solito abbiamo una gamma di minimo 30-40 orchidee. Come lei vede, sono sei, quindi il danno è importante. Anche oggi davanti alla farmacia di zona si rispetta la fila. Mi raccomando, prendete il numero e mettetevi come volete, l'importante è mantenere la distanza, perché in farmacia dobbiamo mantenere la distanza di sicurezza, sia all'interno che all'esterno, quindi spargetevi dove volete, non state attaccati. La situazione è che stiamo andando avanti. Noi come farmacisti in Italia non abbiamo mai mollato. Abbiamo sempre insomma garantito il servizio per il cittadino. Ogni cittadino le medicine le trova, eccetera. Il nostro problema però purtroppo è che non siamo stati forniti dalle istituzioni di mascherine e guanti: procurate a tutti i farmacisti d'Italia mascherine, guanti e disinfettanti per poter portare avanti questo servizio, perché il problema sarà che si potrebbe andare a finire che dovremo fare abbassare le serrande, fare la fila come ai tempi di guerra, da sotto la serranda prendere la ricetta e un solo farmacista dà la medicina.

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