Sensori sulla fibra ottica per rilevare i terremoti

24 ott 2020

Nello schermo dietro le mie spalle può vedere anzitutto la sismicità in tempo reale quello che sta accadendo in questo istante nel centro, nel nord e nel sud Italia, in basso una fotografia di ciò che è accaduto nell'ultimo mese. Come registriamo questa sismicità, abbiamo il nostro istituto, dispone di una rete di sensori, circa 400 stazioni dislocate in tutta Italia, che registrano 24 al giorno gli scuotimenti, le oscillazioni, le vibrazioni del terreno. Scuotimenti, oscillazioni, vibrazioni, le scosse del suolo registrate dai sismografi di INGV che in tempo reale inviano i dati alla sala di controllo. Qui i turnisti li analizzano e se serve, attivato i soccorsi. Le stazioni dei sensori sono dislocate in tutta Italia, ma in maggior numero, nelle aree più a rischio. Naturalmente, sarebbe auspicabile averne altri, se si vuole fare uno studio sempre più di dettaglio più ne abbiamo e meglio è, ovviamente. E per averne di più sembra arrivata la soluzione, l'applicazione di un laser alla fibra ottica. É un laser ultra stabile, che è estremamente sensibile, riesce a vedere le vibrazioni che arrivano sulla fibra ottica e ne allungano o accorciano la lunghezza. AIRM ha proposto la tecnica, chi costruisce il sensore laser ultra stabile, che poi verrà usato su rete in fibra ottica per andare a caccia di eventi sismici. Un laser, dunque viaggia sulla fibra in vetro e ne registra i movimenti, come in un sistema nervoso, nella sperimentazione i dati saranno comparati con quelli dei sismometri per validarli e trarne eventuali nuove preziose informazioni, grazie a una partnership tra Inrim, Open Fiber, Ingv, Pangea Formazione, Metallurgica Bresciana. Quello che questa tecnologia offre effettivamente è di utilizzare un'infrastruttura su cui già corrono i dati, correranno sempre di più e aggiungere dei sensori per estrarre informazioni su tutto il territorio, così andando a coprire delle parti di territorio dove ci sono già i sismografi tradizionali ma anche parti dove questi sismografi sono assenti. Nel 2023 la fibra ottica coprirà l'intera Italia, a regime il progetto darà così un potenziamento capillare ed epocale del sistema di rilevamento dei terremoti con enormi vantaggi, da un lato sullo studio del fenomeno sismico, dall'altro sulla rete di intervento. Ogni tratto della fibra, ogni punto della fibra può diventare un sensore e questo chiaramente, facilmente comprensibile, vuol dire incrementare esponenzialmente il numero dei sensori stessi e chiaramente darci, come dire, una sorta di tomografia del territorio e del sottosuolo. Sicuramente possiamo lavorare su quello che è il cosiddetto early warning, cioè l'allerta rapida subito dopo un evento sismico. Questo ci consentirà sicuramente di ridurre i rischi per il cittadino.

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