Sgombero Roma, il comune trova accordo per accoglienza

25 ago 2017

Prendi un alieno e chiedigli che cosa penserebbe di fronte a uno sgombero, le modalità con cui viene messo in atto, il perché si scappa dalla guerra, perché si diventa rifugiati. Perché vivere in una casa occupata per quattro anni, poi rifiutare l’offerta del comune di Roma, poi accettarla e poi sentirsi dire che “a Forano non siamo razzisti, ma abbiamo troppi migranti”? Non abbiamo risposte da un alieno, ma non ne abbiamo in generale, perché non sappiamo il numero preciso dei rifugiati e richiedenti asilo che vivevano nello stabile di via Curtatone. Sappiamo solo che alla fine hanno accettato la proposta presentata dalla Giunta Raggi: sei villette per 40 persone in provincia di Rieti e centri di accoglienza messi a disposizione per venti famiglie. Che cosa ha spinto, però, prima dello sgombero del blitz in Piazza Indipendenza a Roma, queste persone, a dire no? Secondo la Prefettura, nel palazzo di via Curtatone vivevano anche alcuni infiltrati dei movimenti per la casa. Sarebbero stati loro. Tradotto: associazioni pro occupazioni anti- sgombero, le stesse che, sono circa 5.000, scenderanno in Piazza Esquilino nelle prossime ore per protestare contro i fatti di Piazza Indipendenza. Fatti che stanno facendo discutere tutta Italia, in primis per l’uso degli idranti, ma questo, come ha spiegato la polizia, è stato necessario per motivi di sicurezza. Poi, il video di un poliziotto che inciterebbe i colleghi ad usare ogni mezzo, da qui l’inchiesta interna e la condanna, da parte del capo della polizia, Franco Gabrielli, ma anche il lancio di sassi da parte di alcuni migranti, nonché diversi provvedimenti di sequestro che da tempo pendevano sul palazzo di via Curtatone. Intanto, il presidio da parte delle forze dell’ordine prosegue, ma si sposta anche in Piazza Esquilino, dove c’è il divieto di portare aste, bottiglie di vetro e altri oggetti che potrebbero provocare danni. Tante domande in meno di due minuti. Tra poche ore, un’altra manifestazione e nuovi possibili scontri. A questo aggiungiamo che il sindaco di Forano, il Comune in provincia di Rieti che ospiterà 40 rifugiati, non è d’accordo. Forano, 50 chilometri da Roma, 3.000 residenti, paesaggio che, come si legge sul sito del Comune, col suo aspetto invitante suggerisce passeggiate. Ma per i rifugiati non c’è posto, perché come dice lui, ci sono già troppi migranti, che di domande se ne fanno, e se ne fanno da tempo, ma di risposte non ne hanno più.

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