Sgombero Roma, oggi nuova manifestazione

26 ago 2017

Agosto 2017, Roma: sgomberi, idranti e polemiche. Ma facciamo un passo indietro, torniamo a tre anni fa, 29 ottobre 2014: 600 lavoratori della Thyssen Krupp di Terni scendono in piazza per dire no a 537 licenziamenti. Quel giorno, volano manganelli e tre manifestanti finiscono in ospedale, tra giustificazioni e punti interrogativi. Ora possiamo tornare a oggi, nella capitale: 13 feriti dopo lo sgombero di uno stabile di via Curtatone, nel centro di Roma, due vicende distinte accomunate da una persona: il funzionario degli sgomberi che è finito al centro di un’inchiesta interna della questura, dopo la frase “se tirano qualcosa, spaccatagli un braccio”. Sempre lui, tre anni fa, ordina la carica contro i dipendenti della Thyssen. E così, mentre molti rifugiati sono ancora in cerca di casa ed è in arrivo una nuova protesta in piazza Esquilino a Roma oggi, nel pomeriggio, quello del funzionario degli sgomberi diventa un vero e proprio caso, un caso che, come detto dal capo della polizia, Franco Gabrielli, non lascerà spazio a sconti. A tutto questo si aggiungono i commenti del sindaco di Forano, il comune a 50 chilometri da Roma, in provincia di Rieti, dove dovrebbero arrivare 40 rifugiati sgomberati in Piazza Indipendenza: “non è razzismo, ma qui abbiamo troppi migranti”, dice lui; eppure, le sei villette messe a disposizione dalla giunta Raggi, insieme ai centri d’accoglienza per altre venti famiglie richiedenti asilo, sembrano essere la soluzione definitiva, da qui ai prossimi sei mesi. Situazione che interessa non solo i migranti, ma anche tanti italiani in difficoltà. Eppure, a inizio 2014, la Regione Lazio ha stanziato 197 milioni di euro per l’emergenza abitativa: 160 milioni sono destinati alla capitale, ma non sono ancora stati utilizzati. E sempre sul tema casa, tra poche ore, 5.000 persone a favore delle abitazioni occupate, scenderanno in Piazza dell’Esquilino, attraverseranno le strade del centro, attraversando i Fori Imperiali, in direzione di Piazza della Madonna di Loreto, tra divieti e barriere, tra nuovi possibili scontri e polemiche, mentre i rifugiati di via Curtatone sanno che a Rieti non sono i benvenuti. Non rimane che chiedersi dove lo saranno.

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