Shoah, in mostra a Milano le "storie restituite"

24 gen 2020

“La prima riflessione che viene guardando questi documenti è senz'altro quella di dire: com'è possibile che ci siano persone che ancora affermino che questi fatti non siano caduti?”. Barbara Costa, responsabile dell'Archivio storico di Intesa San Paolo, conosce l'importanza della memoria, della testimonianza, del valore di un documento capace di resistere al tempo e alle tragedie umane. Insieme alla collega Carla Cioglia è giunta a conclusione di un imponente progetto durato due anni che ha portato al riordino dell'archivio dell'Egeli, l'organo che dal 1939 al 1945 ebbe un ruolo chiave nell'espropriazione, nella confisca e nel sequestro di beni presenti in Lombardia di proprietà di ebrei. “La forza di questi documenti noi speriamo che possa comunque aiutare a riflettere sul fatto che quando non ci saranno più i testimoni, quando i ricordi cominceranno magari a diventare sempre più labili, i documenti rimarranno forse la cosa più solida”. Questo faticoso lavoro di archiviazione, in buona parte anche digitale e consultabile online, ha dato vita in questi giorni, in occasione della Giornata della Memoria, alla mostra “Storie restituite”, i documenti della persecuzione antisemita nell'archivio storico Intesa Sanpaolo, alle Gallerie d'Italia in piazza della Scala a Milano. “Le storie sono tantissime. Solamente i fascicoli della requisizione dei beni degli ebrei in questo fondo archivistico sono oltre 1500 e ognuno di questi fascicoli racconta una storia diversa. Se posso dire, le cose che veramente impressionano di più sono gli elenchi di requisizione che riguardano i giocattoli dei bambini, è una cosa davvero straziante”.

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