"Si, questa era una delle zone della Turchia che possiamo definire con una 'lacuna sismica', cioè erano parecchi secoli che non c'erano eventi di questa magnitudo, almeno noti nella letteratura. Abbiamo avuto questa doppietta, quindi un evento di magnitudo 7.8 questa notte e questa replica molto importante di 7.5, cioè in Italia non c'è mai stato un evento noto a noi, che abbia raggiunto i 7.5. Il più grande evento che abbiamo avuto è stato il 7.3 negli Iblei nel 1693. Quindi è una sequenza in corso. È stata avvertita o ha prodotto una rottura crostale almeno di 200, probabilmente 250 chilometri. A questo punto, con la seconda scossa, probabilmente si sono attivati, c'è stato un movimento relativo superiore ai 4 / 5 metri. e questo è legato al fatto che la placca araba, e qui non ci sono appunto divisioni politiche che contano, si muove relativamente alla placca anatolica, con un movimento relativo sinistro. E questo è stato il meccanismo che ha generato, che ha rilasciato l'energia che si è accumulata nel corso dei secoli, lungo questa struttura orientata a Nord-Est, Sud-Ovest." "Per un attimo torniamo con le immagini in diretta nell'area molto ampia dei soccorsi. Stiamo raccontando gli effetti di questo violentissimo sisma in più episodi, sia in Turchia che in Siria, e abbiamo visto tante persone, tanti volontari scavare a mani nude, per provare a rintracciare qualche vita sotto quelle macerie. E la difficolta è di lavorare in quelle condizioni, sapendo che, come già abbiamo visto, oltre 100 scosse di assestamento hanno caratterizzato, subito dopo quella sequenza, l'evento quello principale. Ecco cosa può accadere ora, per quanto possibile prevedere?" "Ovviamente ancora non siamo in grado di prevedere purtroppo i terremoti. Però queste immagini, drammatiche, terribili, ci ricordano che è fondamentale essere coscienti che il terremoto ci può essere e che quindi dobbiamo costruire in maniera antisismica. La prevenzione è la prima arma contro i terremoti. Se anche un giorno arriveremo a prevederli, la cosa più importante sarà avere delle case sicure. Qui c'è evidentemente un'energia estremamente forte. Terremoti di questo tipo ne avvengono in media tra i 10 e i 15 all'anno a scala globale, ma molti di loro sono in mare. Per esempio lungo la fossa delle Tonga o delle Marianne, dove non producono nessun danno perché, evidentemente, non c'è una esposizione, quindi non c'è nemmeno una vulnerabilità da parte degli edifici. Sono le case che crollano, che generano le vittime, purtroppo." "Il nostro Paese conosce anche in tempi recenti, diciamo terremoti distruttivi, hanno prodotto tante vittime, non quella magnitudo, come giustamente ricordava. Nelle ultime ore, subito dopo la scossa principale era stato diramato un allerta, che poi è rientrato. Ecco quello che le chiedo sono i rischi per il nostro Paese, dopo quello che stiamo vedendo in Turchia." "Non c'è un allerta sismica, ovviamente perché non siamo in grado di darla. Abbiamo avuto all'inizio, con la prima scossa, una possibile attesa di un evento di tsunami, perché è stata registrata un'altezza di circa 20 / 30 centimetri, nel Mediterraneo Orientale che si propagava verso l'Italia, ma gradualmente si è dissipato. Perché 20 / 30 centimetri in mare aperto possono corrispondere poi, lungo le coste, un innalzamento del livello del mare anche di oltre 2 / 3 metri, per cui può essere estremamente importante. L'allerta è rientrata. Però, certamente, questo è l'indicazione di quanto il Mediterraneo, tutta terra, sia un sistema vivo. Dobbiamo renderci conto che dobbiamo conoscerli meglio i terremoti. Ogni terremoto per noi è un esperimento. D'altronde la finestra temporale nella quale noi abbiamo degli strumenti che ci permettono di quantificare gli effetti dei terremoti, lo scuotimento, è solo da 80, al massimo 100 anni. Quindi abbiamo ancora tantissimo da studiare.".























