Si scia in Svizzera, Italia verso apertura il 15 febbraio

29 gen 2021

Non solo grandi montagne dividono l'Italia dalla Svizzera. La pandemia è la stessa ma l'approccio è tutt'altro. Ben tre epocali nevicate isolano paesi alpini semideserti, sul versante svizzero si scia. Anche la prestigiosa San Moritz è in lockdown, è arrivata la variante inglese del covid. Tre hotel in quarantena e i turisti in fuga. Lo sport nazionale non si tocca e gli impianti portano sciatori in vetta. Li abbiamo aperti perché non si vede una connessione se utilizza un trenino per andare in montagna è similiare a utilizzare un trasporto pubblico in città. Ho l'impressione che la gente rispetta scrupolosamente le restrizioni e ci sono tantissime restrizioni negli alberghi, ristoranti chiusi, negozi chiusi. La sicurezza è possibile, comincia già con la prenotazione, a maggior parte come si fa online in modo da evitare il passaggio alle casse. Dopodiché tutti i nostri impianti viaggiano con due terzi della capacità massima, sia nei parcheggi come nelle stazioni bisogna mantenere la distanza, avere sempre la mascherina ed è diminuita la capacità massima del Comprensorio in modo da permette di avere anche più spazio. L'asporto è arrivato anche quassù, agli appassionati non importa. C'è chi arriva dall'Italia, la frontiera è aperta per la maggior parte delle regioni. Al ritorno è d'obbligo il tampone, il controllo relativo, la responsabilità non è di tutti. Ci sono anche tantissimi rifugi e posti, oltre a tantissime piste, quindi, comunque, la gente si disperde, almeno per quanto riguarda noi, da quando siamo qui non facciamo mai coda per prendere le seggiovie, e comunque siamo distanziati, quindi io sono tranquilla su questo. Ci sentiamo in sicurezza perché qua è tutto ben fatto, ben regolarizzato, mascherine, distanziamento anche in coda, quindi, secondo me, è sicuro. Non vedrei i miei genitori prima sicuramente di aver fatto fatto il tampone ed essere negativa. Ma non c'è fretta di tornare. San Moritz lamenta una perdita del 40%, nelle valli italiane l'indotto è vicino a zero. Il protocollo di sicurezza è stato approvato dalla conferenza delle regioni, è più severo di quello svizzero. Tra le voci, capienza degli impianti chiusi al 50% e limiti nella vendita degli skipass. Spetta ora al Cts, il 15 febbraio, data in cui sperano le valli per ripartire, prima che la neve non ci sia più.

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