Presidente Cirio, buongiorno. Intanto grazie. Allora, oggi c'è un incontro importante; voi governatori incontrate il capo della protezione civile, l'ingegnere Curcio. Che cosa chiederete? Beh, innanzitutto, chiediamo risorse economiche per i nostri agricoltori, perché qui la situazione è comunque una situazione drammatica. Poi, prima parlavate del problema del cuneo salino; vuol dire, dell'acqua che in corrispondenza appunto con l'entrata, col contatto col mare, diventa salata, non si può più usare per l'agricoltura. Questo lo si potrebbe alleviare non andando a ridurre le emissioni dei nostri laghi. Ad esempio nel Po. Ma se io non utilizzo l'acqua dei laghi per l'agricoltura piemontese, danneggio l'agricoltura piemontese. Ecco perché noi andiamo a chiedere che il governo prenda in mano, sotto forma di emergenza nazionale, questo sistema. Perché l'ansa del Po non ha interventi possibili che fatti in un luogo non ne condizionino un altro luogo. E quindi, è necessario che ci sia una regia nazionale. Questa è la prima cosa che chiediamo insieme allo stanziamento di risorse e, in terzo luogo, il fatto che per evitare che questa situazione torni a verificarsi in futuro, il PNRR venga declinato per far sì che gli agricoltori possano costruire dei piccoli invasi consortili. Io vivo in una regione dove per mesi ho il problema delle alluvioni. C'ho il problema di avere troppa acqua, è paradossale che poi arrivi all'estate ad avere il problema di averne troppo poca. Presidente questo però è un problema di tutto quanto il mondo, perché gli eventi climatici sono diventati estremi quindi si passa dal gran caldo a poi quelle che in maniera erronea, ma comunque per capirci, si definiscono bombe d'acqua delle grandi scaricate di acqua che rischiano addirittura di rovinare le colture. Senta un po', lo stato di emergenza che cosa vi consentirebbe di fare? Perché avete questa necessità affinché il governo lo riconosca? Per tre ordini di ragione, il primo, appunto, perché ci sia una regia nazionale sul tema che non può essere che nazionale perché riguarda tutta la Pianura Padana; il secondo è che lo stato di emergenza ci dà maggior potere anche nei confronti di quelle che sono le riserve d'acqua che noi abbiamo sul nostro territorio. Noi abbiamo delle riserve che sono costituite dai bacini idroelettrici, cioè quei bacini che accumulano l'acqua per trasformarla in energia. Su queste, noi oggi già stiamo facendo un lavoro, perché ad esempio, IREN titolare di queste concessioni, di notte sta sfasando, cioè sta prendendo l'acqua che ha in questi bacini e la riversa nel canale, in modo da salvare e salvaguardare la nostra agricoltura in questo momento di emergenza. Con lo stato di emergenza dichiarato, avremmo maggior forza nell' andare in questa direzione; e in terzo luogo, questo ci permetterebbe anche di superare alcuni limiti per la captazione dell'acqua nei fiumi per quella regola del minimo deflusso vitale che vuol dire che non si può captare più di un tanto nel fiume, che è giusto perché bisogna salvaguardare l'ambiente in tempi di pace ma in tempi di guerra alla siccità come quelli che stiamo vivendo noi dobbiamo salvaguardare la vita economica di migliaia di aziende agricole piemontesi italiane. Ma formalmente la richiesta di stato d'emergenza è stata già avanzata? Si, io sono stato la prima regione che Venerdì scorso ha avanzato la richiesta dello stato di emergenza che è pari pari come una dichiarazione di quando avviene un'alluvione. Cioè, c'è una calamità naturale solo che in questo caso è al contrario. Non abbiamo l'acqua. Affiancata allo stato di emergenza, c'è la richiesta dello stato di calamità naturale, che invece riguarda solo la possibilità di risarcire i danni dell'agricoltura che sono già stimati a oggi in un miliardo, e che noi abbiamo il dovere come istituzioni non solo di coprire, perché sono aziende che vivono di questo ma di limitare. Ecco perché lo stato di emergenza con la captazione dei fiumi e di bacini, ci darebbe la possibilità di salvare l'agricoltura in queste ore in cui sta piovendo. Perché io mi sono svegliato con la pioggia questa mattina alle 6:45, è una pioggia che al momento però non pare essere ancora la soluzione perché è ancora una pioggia troppo limitata, però quello che le dicevo che è importante. La mia regione in tanti mesi dell'anno ottobre e novembre è a rischio alluvioni. Perché, essendo ai piedi delle montagne, ci scorre tanta acqua sotto i piedi che se ne va e che perdiamo. Ecco perché costruire gli invasi per permettere agli agricoltori di trattenersela, per usarla d'estate; è una logica intelligente, così impariamo una volta a prevenire i problemi invece che inseguirli. Senta presidente, l'altra cosa che volevo domandarle è il feedback da parte del governo: voi lo avete avuto sulla vostra richiesta di stato di emergenza? Oggi c'è un consiglio dei ministri, è possibile che già qualcosa esca da questo pomeriggio? Noi ci auguriamo che esca oggi. Abbiamo avuto interlocuzioni con il ministro Patuanelli quotidiane già da venerdì scorso, quando abbiamo insediato questo tavolo di crisi permanente legato all'acqua e abbiamo ancora sentito il ministro Gelmini che è Ministro delle Regioni. Tutti confermano questa necessità, cioè il fatto che ci sono i parametri per lo stato di emergenza. Io davvero mi auguro che arrivi oggi pomeriggio.























