Sindacalista ucciso, la protesta dei lavoratori a Biandrate

19 giu 2021

"Un bravo lavoratore, un amico, un fratello, un compagno e un padre di famiglia che tutta la sua vita l'ha dedicata a lavorare e a combattere per i diritti dei lavoratori". Pape Ndiaye, coordinatore Sì Cobas di Milano, conosceva bene Adil Belakhdim, il 37enne sindacalista, travolto venerdì mattina da un camion che ha forzato il blocco del picchetto qui davanti al Centro Logistico Lidl di Biandrate nel Novarese. Alla guida un ragazzo di 25 anni che ora è in carcere con le accuse di "omicidio stradale" e "resistenza". La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere, hanno proclamato 48 ore di sciopero, sabato e domenica con un presidio fisso dalle 6 alle 24, poi lunedì decideranno se continuare ad oltranza o scegliere altre forme di protesta. Di certo, oltre alla grande tristezza, qui si respira anche una certa tensione. "Noi siamo qui a piangere il nostro dolore, siamo arrabbiatissimi perché pensiamo che ogni lavoratore che sta a casa sua non può morire al lavoro". I dipendenti del commercio della logistica protestavano da settimane contro le condizioni di lavoro in questo centro Lidl della grande distribuzione, in cui sono impiegate 300 persone, per lo più immigrati, e in altri simili della zona lamentano di non essere mai stati ascoltati. "Sappiamo bene quali sono i trattamenti legati a questo settore, li combattiamo tutti i giorni". "E ma quali sono? Ce li dica". "Al massimo ribasso, ritmi, tempi, carichi di lavoro insopportabili, livelli retributivi estremamente bassi, condizioni di lavoro assolutamente da correggere".

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