Sky TG24 dentro il Covid Hotel di Modena

17 nov 2020

Sono pazienti dimessi dagli ospedali della provincia oppure segnalati dal medico di medicina generale o dall'igiene pubblica, pazienti che non possono effettuare l'isolamento al proprio domicilio per le condizioni abitative non adeguate o per la presenza di persone fragili in casa, quindi vengono qui in hotel per terminare il loro periodo di quarantena e isolamento. Dentro il Covid hotel di Modena, una struttura alberghiera a disposizione dell'azienda sanitaria da marzo è gestita da infermieri, con il supporto di personale socio sanitario. 92 i posti letto, oggi tutti occupati con i nuovi ingressi. È la prima volta che accade nella seconda ondata. Quali sono le difficoltà maggiori? Purtroppo ci sono delle persone ancora incredule alla presenza di questo virus, soprattutto persone straniere che stanno bene, sono asintomatiche e quindi non pensano di essere portatori di malattia. La difficoltà sta proprio nel far rispettare le regole dell'isolamento. A orari differenti per non incontrarsi mai, in questa sala gli ospiti vengono a ritirare i pasti che consumano in camera. Fernanda ha 21 anni, è qui da due settimane. Essendo in cinque in casa, un po' di sicurezza abbiamo dovuto prenderla. Adesso va molto meglio. Sono una persona che si è ricreduta, pensavo che fosse difficile prenderselo, non avrei mai pensato di essere positiva. Ora penso che farà molta molta più attenzione. Qual è la cosa che le ha dato più sollievo? La rosa che mi ha portato il mio compagno che ogni sera è passato e mi ha portato diversi regali, pensieri, per essere comunque vicino a me. Tutte le mattine a ogni paziente viene fatto il tampone, poi il ritiro dei campioni biologici per le analisi nel laboratorio dell'ospedale. Dopo il secondo tampone negativo o 21 giorni di isolamento, l'ospite viene dimesso. Deborah ha 48 anni. Torno a casa dopo ben tre settimane, prima in ospedale e poi qui. È stata pesante, probabilmente non ero convinta della vera entità. È un'esperienza importante perché ti dà modo anche di riflettere su tante cose, sulle cose positive della vita e sulla paura di non poter tornare a casa dalla mia famiglia.

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