Smart working, le regole allo studio per la P.A.

20 set 2021

È la premessa per archiviare lo smart working, almeno come lo abbiamo conosciuto durante la fase emergenziale. Il Green pass obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico e privato di fatto apre la strada al ritorno in presenza che dal 15 ottobre, seppur con gradualità, tornerà a essere la modalità ordinaria di lavoro e nel settore pubblico coinvolgerà 3,2 milioni di dipendenti. Del controllo della validità del Green pass dovrà occuparsi il datore di lavoro o il direttore di un pubblico ufficio, non spetterà comunque ai clienti o agli utenti che usufruiscono di un servizio, anche se nel caso di lavoratori autonomi come babysitter, badanti o idraulici il cliente non solo avrà la facoltà di chiedere la certificazione, ma anche di negare eventualmente l'accesso in casa. Sulle modalità di controllo del Green pass però restano ancora tanti gli interrogativi. Entro l'entrata in vigore del decreto il Governo dovrà stabilire le linee guida. Il controllo potrà essere effettuato all'ingresso, come suggerisce lo stesso Governo, oppure si potrà chiedere ai dipendenti di consegnare il proprio Green pass in modo da poter archiviare la data di scadenza del certificato, infine dovranno essere indicati anche i sistemi informatici di controllo. L'assenza di certificazione, comunque, non comporterà in automatico lo smart working. Il Governo ha già avviato un percorso per disciplinare il lavoro agile, il banco di prova sarà la pubblica amministrazione. Entro un mese, ha annunciato il Ministro Brunetta, verranno definite le regole dello smart working nei nuovi contratti a partire dal primo gennaio 2022 e che prevederanno, per il settore pubblico, un'attività da remoto non oltre il 15% e accordi individuali per definire durata, giornate di lavoro e luogo che non potrà essere fuori dai confini nazionali. Il tempo di lavoro poi verrà diviso in tre fasce: operatività, reperibilità e disconnessione e inoltre lo smart working, stando alla bozza, sarà facilitato per i genitori con figli minori di 3 anno o disabili e per i lavoratori disabili, mentre dovrebbero esserne esclusi coloro che lavorano su turni e i lavoratore che usano strumenti non utilizzabili da remoto.

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