Sorrentino a Sky Tg24: ora vorrei raccontare Napoli

30 mag 2020

Le faccio fare un salto lungo. Da quel giorno, alla notte degli Oscar. Lei quella notte cita, ringrazia, quattro persone. In realtà più di quattro perché uno è un gruppo. Maradona, Talking Heads, Fellini, Scorsese. Se vincesse oggi, se rifacesse quella notte oggi, citerebbe qualcun altro? Aggiungerebbe qualcun altro? No. Citerei questi quattro. Non è cambiato niente. Invece esiste un Paolo Sorrentino, pre Oscar e uno post Oscar? No, devo dire io ritengo di essere rimasto più o meno simile. L'Oscar è stata una bellissima parentesi, ma è stata una bolla, diciamo. So anche molto bene perché poi conosco anche abbastanza bene i registi italiani che hanno ricevuto prima di me, Salvatores, Benigni li conosco bene e mi hanno, quando facevo la campagna per l'Oscar, mi hanno raccontato un po' come funziona. È una parentesi meravigliosa che ha un effetto molto positivo, quello di garantirti un certo credito per il futuro che comunque poi devi mantenere. Questo è l'effetto positivo. Però è una cosa episodica. Ha raccontato, per quanto riguarda l'Italia, il calcio, Andreotti, Berlusconi, Roma e il Vaticano. C'è del nostro Paese qualche altra cosa che vorrebbe raccontare? Napoli. Napoli potrebbe essere il prossimo obiettivo.

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