Spaccio a Roma, smantellato sodalizio camorra-'ndrangheta

04 feb 2020

Sul narcotraffico romano ci sono le mani di camorra e 'ndrangheta. Entrambe si sono divise per anni le piazze di spaccio della Capitale in un accordo pacifico di collaborazione. È quanto emerge dall'operazione del Nucleo investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, che hanno arrestato 33 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di droga, aggravate dall'uso delle armi. Le indagini hanno portato alla luce due distinte consorterie criminali capeggiate da Vincenzo Polito e Francesco Filippone, legati alla 'ndrina di Rosarno, in Calabria, l'altra dai fratelli Salvatore e Genny Esposito, collegati con il gruppo camorristico dei Licciardi di Secondigliano, a Napoli. Si tratta di un blitz internazionale che ha visto i militari collaborare con la Guardia Civil spagnola. Gli arresti nell'ambito dell'operazione "Akhua" sono stati, infatti, eseguiti nelle Province di Roma, Napoli, Cagliari, Oristano, Reggio Calabria e Varese, ma anche in Spagna. Sempre questa mattina i militari, coordinati dal Procuratore facente funzioni, Michele Prestipino, hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa un milione di euro.

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