Spagna, respinti 2700 migranti dei 7000 arrivati a Ceuta

18 mag 2021

Una soccorritrice disseta un giovane migrante, che dopo aver bevuto si aggrappa alla donna in un abbraccio disperato. Pochi passi più in là le urla di un altro, trascinato dai soldati spagnoli, strappato da un grumo di braccia e di corpi che tenta di farsi tutt'uno per non esser spostato. In pochi metri, in pochi istanti, la complessità e il dramma della migrazione e della ripresa imponente dei flussi illegali dalle coste del Nord Africa all'Europa. Interviene l'esercito spagnolo sulla spiaggia di Ceuta, l'enclave madrilena sulle coste nord del Marocco, per gestire l'afflusso di 7.000 migranti in poche ore. Nell'enclave spagnola in territorio marocchino, gemella di Melilla, è emergenza. Qui la frontiera è una rete sulla spiaggia. Madrid invia l'Esercito e in 2.700 sono già rimpatriati. Il Re Felipe chiama il Governatore Juan Vivas, esponente del PP, il partito di centro-destra, per garantire che non resterà solo. Il Primo Ministro Pedro Sanchez, leader del Partito Socialista, atterra in viaggio d'emergenza a Ceuta e poi a Melilla, per assicurarsi personalmente della situazione, forte dell'appoggio dell'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera Joseph Borrell, che in una telefonata assicura: la Spagna non sarà lasciata sola. Nel Paese serpeggia, senza troppi scrupoli nonostante le smentite, l'idea che l'arrivo massiccio di migranti in poche ore nell'enclave spagnola sia una diretta conseguenza del ricovero in ospedale iberico di Ibrahim Ghali, il leader del Fronte Polisario, la milizia che contende al Marocco il Sahara Occidentale. Ghali, colpito dal Covid, è stato curato in una struttura spagnola. Un uomo considerato nemico da Rabat. Il Ministro degli Esteri spagnolo ha convocato l'Ambasciatrice del Marocco per analizzare l'imponente flusso e capire se c'è stata sospensione, fra i due Paesi, degli accordi sul controllo dei flussi migratori o se la disperazione dei migranti sia stata usata come arma di ritorsione diplomatica.

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