Mattarella a Salisburgo, la visita

02 lug 2019

La difesa dell'Italia oltre confine in Europa verso l'Europa. Sergio Mattarella lascia l'Austria, paese amico da sempre rigorista e alle prese con una crisi, che dopo lo scandalo che ha coinvolto il vice cancelliere Strache, ha portato alle dimissioni del Governo Kurz e costretto il Presidente austriaco a indire nuove elezioni. Vienna prima, Salisburgo poi, per il Capo dello Stato accompagnato dal Presidente Van Der Bellen. Un paese con cui dialogare perché il dialogo è il multilateralismo, in una fase delicata come quella attuale restano una priorità. Su più fronti, ricorda Mattarella, immigrazione innanzitutto, ma anche politiche economiche è futuro della stessa unione alle prese con le nomine per la nuova Commissione e il rilancio delle istituzioni. Economia solida e conti in ordine, nessuna ragione ora, per una procedura di infrazione, ha avvertito il Presidente della Repubblica dall'Austria. Sul caso Sea Watch bisogna abbassare i toni rivolto a tutti. E proprio sulla vicenda della ONG e della comandante Carola Rackete, nel corso della visita a Salisburgo, insieme a Van Der Bellen il Presidente si imbatte in un gruppo di attivisti ambientalisti che chiedono libertà per Carola. Chiedono l'intervento del Capo dello Stato, che però già aveva detto, a Vienna, come la questione fosse doverosamente nelle mani della Magistratura. Resta l'idea che il fenomeno dei flussi migratori vada gestito tutti insieme dall'intera Europa. L'Italia non può essere lasciata da sola, così come ogni altro Paese, ma anche e soprattutto per questo le relazioni con le istituzioni comunitarie vanno alimentate. Il rischio di diventare marginali non può essere corso. L’attenzione era e dovrà restare alta. Il rapporto con l'Europa non può che rimanere una priorità per il nostro Paese.

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