Storia delle figurine Panini oggi preda di gruppo Usa

14 lug 2019

Il mito Panini nasce dalla storia di una famiglia nel 1961, in particolare quattro fratelli: Giuseppe, Benito, Umberto e Franco Cosimo. In realtà tutta la famiglia era coinvolta anche le altre quattro sorelle e anche la madre Olga erano tutti impiegati all'interno dell'azienda Panini, che iniziò a produrre e commercializzare figurine. Prima in Italia e poi, a partire dagli anni 70 anche all'estero. La passione di una famiglia di Modena che diventa impresa e poi leggenda. E' sicuramente un'azienda che ha formato l'immaginario degli italiani perché ha seguito in parte alcuni filoni, tra cui lo sport, ma anche altri eventi culturali. Intere generazioni hanno giocato con le figurine, forse si ricordano ancora il proprio album del cuore. Il colpo di testa di Nils Liedholm sulla copertina del primo album 1961. Le figurine erano imbustate a mano, ma anche la rovesciata di Carlo Parola, in copertina per il campionato 1967 e 68. Immagine simbolo della Panini ancora oggi. Le figurine, oggetti da collezione, piccole opere d'arte da meritare un museo, un luogo unico, nato a Modena dalla donazione di Giuseppe Panini, che ne ricostruisce la storia da metà dell'ottocento ai giorni nostri. Negli anni 90 la famiglia decide di cedere l'azienda quindi di chiudere questa grande avventura fatta tutti assieme e ognuno prenderà un po' la sua strada. Oggi la strada della Panini, sembra essere diretta verso gli Stati Uniti, un gruppo americano sarebbe in procinto di rilevare la storica azienda di via Emilio Po'. Oltre mille dipendenti nel mondo. Un pezzo di made in Italy stimato un miliardo di euro. Per Modena è un po' come la Ferrari e Pavarotti. La Panini qua rimane, speriamo che rimanga sempre.

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