Strage Erasmus, famiglie contro archiviazione

16 mag 2019

A tre anni dalla morte delle 13 ragazze dell'Erasmus su un pullman in Catalogna, per la terza volta il giudice di Amposta ha archiviato l'inchiesta. Non ci sono presupposti. I presupposti li dicono le carte ufficiali della Polizia catalana, nelle quali hanno registrato anomalie di velocità. Oltre a questo ci sono le testimonianze di questi giovani, la strada era asciutta, i freni erano in ordine. L'autista, unico indagato, ha prima ammesso e poi smentito di essersi addormentato al volante. Elena Maestrini una delle sette vittime Italiane aveva, poche ore prima di morire, chiesto di continuare quell'esperienza di studio a Barcellona. Per la sicurezza dei giovani come lei, i suoi genitori vogliono far ricorso alla Corte di Tarragona che è una specie di Corte d'appello, ma chiedono anche che il Governo italiano gli sia vicino. Chiediamo al Governo Italiano, a questo punto con forza, un impegno formale affinché emerga la verità su quello che è successo. Il ministro Bonafede ha scritto alla sua omologa spagnola e ci sarà un incontro i primi di giugno a Madrid. Elena Maestrini sorride in un dipinto realizzato da una studentessa di Trieste, era felice come lo si è a vent'anni e si ha la possibilità di mescolarsi con il mondo. Queste ragazze non si sono suicidate. Queste ragazze erano presenti e stavano vivendo la loro esperienza di vita, di studio Erasmus e quindi è giusto che comunque sia data giustizia e verità a questa tragedia.

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