Frontex ha assolto al compito di segnalazione alle autorità italiane, ma la decisione se fare intervenire la Guardia di Finanza o istituire un'operazione Sar spettava a loro, cioè al Governo italiano. È diretto Hans Leijtens, direttore esecutivo dell'agenzia Europea frontex, rispondendo in audizione al Parlamento Europeo a una domanda sul naufragio di Cutro in cui lo scorso 26 febbraio hanno perso la vita almeno 90 migranti. Le immagini condivise in tempo reale con il centro di coordinamento, sottolinea il direttore, mostravano un'imbarcazione che in quel momento non era in pericolo ma che sollevava interrogativi. Tutto il resto era una decisione che spettava all'Italia, tutto il resto è appunto la dirimente scelta tra un'operazione di law enforcement della Guardia di Finanza, che quella sera uscì ma poi torno indietro per il mare altro e una di search and rescue da parte della Guardia Costiera che nessuno ordinò. Nonostante gli interrogativi, sottolinea Frontex, come quella significativa risposta termica che l'agenzia aveva segnalato fin da subito. Tutto il resto è ora oggetto di uno dei due fascicoli di indagine da parte della procura di Crotone, al momento ancora contro ignoti. Quanto al primo filone, quello sugli scafisti, si è svolta la terza udienza dell'incidente probatorio ne seguiranno altre tra fine marzo e inizio aprile. Tra i dettagli emersi ascoltando i superstiti ce n'è uno agghiacciante: i trafficanti si sono fatti pagare dai familiari dei sopravvissuti una volta acclarato che fossero ancora vivi dopo il naufragio. Oltre 8 mila euro pagati con Money Transfer pretesi da chi si è salvato per caso, magari nuotando attaccato a un pezzo di legno.























