Le ricerche che continuano al silenzio, interrotto solo dal rumore delle onde del mare e dall'elicottero che pattuglia decine di chilometri di costa, Sulla spiaggia di Steccato di Cutro si lavora senza sosta, restano qui anche i pescatori che per primi hanno soccorso le persone, vittime del naufragio di domenica. "Sono stato chiamato da un militare della Guardia Costiera di Crotone e a dire vai al fiume Tacina, che io abito a 300 metri dal fiume, che ci sono i miei colleghi che c'è una barca in avaria e si vedono dei cadaveri. Vai là a prestare soccorso". Antonio Grazioso è stato allertato dalla Guardia Costiera alle prime ore dell'alba fino alle 2 di pomeriggio di domenica. Ha tirato fuori dall'acqua vittime e feriti. Gli fa male, ora, guardare il punto dove è naufragata l'imbarcazione e il mare, il suo mare. "Siamo andati sulla spiaggia dove c'era un disastro. Appena ho visto la barca distrutta e ho visto nelle onde una bambina di 6 anni e sono subito andato a prenderla, sperando che era viva ma purtroppo era già deceduta". Resta qui anche Vincenzo Luciano, nei suoi occhi ha ancora le immagini dei bambini che non ce l'hanno fatta e il dubbio di non riuscire più a tornare in mare. "Non so se ci resto ancora come dimora perché quello che ho visto in mare non è facile dimenticarlo". Ed è arrivato qui anche Tareke Brhane del Comitato 3 Ottobre. "Nessuno vuole intervenire questo problema. Sia dall'altra parte nei Paesi di origine o Paesi di transito o in mare, salvare vite umane".























