Sub morti a Ischia, 5 indagati, non li hanno soccorsi

17 ago 2017

Omicidio colposo per non aver fatto tutto il possibile per salvare i due sub rimasti intrappolati in una grotta a 15 metri di profondità sotto il mare nei pressi della Secca delle Formiche, in questo braccio di mare bellissimo tra il Castello Aragonese di Ischia e l’isolotto oasi protetta di Vivara. È qui che l’altro giorno sono morti annegati, in circostanze da chiarire, la tredicenne Lara Scamardella e il suo istruttore sub, Antonio Emanato, 44 anni, entrambi di Bacoli. Con questa accusa il magistrato inquirente, che deve chiarire la tragedia del mare, ha fatto notificare gli avvisi di garanzia a cinque indagati, che poi sono gli altri sub che facevano immersione con le due vittime, che per primi hanno dato l’allarme. Non è una condanna preventiva ma un atto dovuto in vista dell’autopsia eseguita sulle due salme al Primo Policlinico di Napoli. L’ipotesi accusatoria, in ogni caso, si fonda sulla circostanza che i sub avrebbero, sì, dato l’allarme senza però, prima dell’arrivo dei soccorsi, operato alcun tentativo di salvataggio. Sul fronte delle indagini, quello che si è appreso è che la bambina non aveva alcun brevetto sub ma che era in addestramento, circostanza questa che avrebbe dovuto sconsigliare all’istruttore sub di scendere a quella profondità e di entrare nella grotta con una bambina. Quello che è accaduto nella grotta e perché la bambina e l’istruttore non sono più risaliti sarà cura del magistrato Francesca De Renzis, che si avvale della collaborazione della Guardia costiera, appurarlo. I funerali delle vittime si terranno venerdì o al massimo sabato.

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