Suicidio assistito, le 4 condizioni stabilite dalla Consulta

23 nov 2021

Per capire quello che è accaduto oggi, il primo storico "sì" al suicidio assistito di un paziente, dobbiamo fare un passo indietro. A una sentenza della Corte Costituzionale del 2019 che si è espressa sul caso di Marco Cappato che aveva accompagnato in Svizzera Fabio Antoniani, meglio conosciuto come DJ Fabo, a morire per l'appunto in Svizzera. La Corte Costituzionale ha stabilito quattro parametri attraverso cui orientarsi per prendere decisioni in questo ambito. Il primo di questi parametri è che il paziente è tenuto in vita da un trattamento di sostegno vitale, come ad esempio un macchinario, senza questo macchinario il paziente non potrebbe vivere. Un altro parametro, un'altra condizione decisa dalla Corte Costituzionale è che il paziente sia affetto da una patologia irreversibile, dunque per la quale non c'è cura, non c'è nessuna possibilità di rimedio. Andiamo a vedere cos'altro ha deciso la Corte Costituzionale in questa sentenza del 2019. La patologia del paziente è fonte di sofferenze intollerabili, sofferenze che non devono essere esclusivamente fisiche ma possono essere anche sofferenze psicologiche. Il quarto e ultimo parametro stabilito in questa sentenza dalla Corte Costituzionale è che il paziente sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli tanto da essere nelle condizioni di tirarsi indietro anche all'ultimo momento dovesse nel caso cambiare idea. Una sentenza che parla espressamente di suicidio assistito e non di eutanasia ed è molto importante capire la differenza tra questi due aspetti che è sostanziale. Nel suicidio assistito il medico si limita a prescrivere e a fornire al paziente il farmaco ma poi è il paziente che lo utilizza personalmente, non c'è l'intervento diretto del medico o di una terza persona. Nell'eutanasia le cose invece cambiano perché è il medico o una terza persona a provocare la morte del paziente. In questo ambito si fa una distinzione tra eutanasia attiva: è il medico o una terza persona a somministrare il farmaco che poi causa la morte. Oppure eutanasia passiva: il medico si limita a sospendere di fatto le cure al paziente, sospensione che porta alla morte del paziente stesso. A te.

pubblicità
pubblicità
I podcast di Sky TG24
I podcast di Sky TG24I podcast di Sky TG24
Ascolta e segui i podcast di Sky TG24: cultura, arte, informatica, scienza e tanti altri temi raccontati dalle voci dei giornalisti di Sky TG24
Scopri tutti i podcast