Tamponi "sospesi" e solidali al rione Sanità di Napoli

16 nov 2020

Se ieri in tanti si sono riversati in strada per approfittare dell'ultima giornata di libertà, oggi la città è quasi deserta, almeno in centro. La Campania è zona rossa e la regola, valida per i prossimi giorni, è restare a casa. Meno deserti i quartieri più popolari della città, dove l'abitudine di fare acquisti alimentari giorno per giorno è radicata, anche di domenica. Sto andando a fare un po' di spesa perché devo cucinare. La zona rossa provocherà, è inevitabile, ulteriori disagi a chi vive di poco un giorno alla volta ed è in questo tessuto sociale che nasce una rivoluzionaria campagna di covid screening dall'enorme valore civico e sanitario. Abbiamo deciso di procedere con un tampone solidale al costo di 18 euro inizialmente, per potersi permettere insomma di farlo senza pagare un sovraprezzo applicato oggi degli ambulatori privati. Dopodiché l'idea del tampone è sospesa, ripresa da quella famosissima del caffè sospeso a Napoli, permette di poterlo fare proprio gratuitamente. In tanti hanno già donato la possibilità a qualcun altro di sottoporsi al test. È qui, nella basilica di San Severo, fuori le mura, al rione Sanità, che verranno eseguiti i tamponi, percorso obbligato per chi decide di sottoporsi al test. La risposta del quartiere è stata immediata ed entusiasta. Questo è un quartiere speciale, quartiere della Sanità, è un quartiere che io dico sempre che ha un'anima, le persone sono molto vicine l'un l'altra, si aiutano l'un l'altro, c'è molta solidarietà. Napoli si riconferma una città veramente solidale dal grande cuore. Volontari anche i medici e biologi, che si occuperanno di seguire e processare i tamponi. Un quartiere difficile quello della Sanità, densamente popolato, fatto di strade strette e famiglie numerose, lavori precari, ma anche di un patrimonio culturale e artistico straordinario, vittima del proprio passato e dei pregiudizi. Uno tra i più colpiti dal virus. Uno dei quartieri un po' più a rischio ha un indice di contagio più elevato rispetto alla media napoletana. Consapevoli che per evitare che il virus si diffonda ulteriormente occorre una capillare attività di testing, l'associazione Sanità Diritti in Salute, con la Fondazione San Gennaro, ha voluto che si iniziasse da qui. Dove c'è poco, ma anche quel poco può servire a chi ha ancora meno.

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