Taranto, il triste Natale della città dell’acciaio

25 dic 2019

La visita del premier, Giuseppe Conte, é di quelle che lasciano il segno, nel bene e nel male. Lo stato c'è e qui a Taranto ci vuole mettere la faccia. Il messaggio riportato in citta a distanza di un mese dal suo ultimo blitz dal Presidente del Consiglio che, dopo aver incontrato gli operai, accompagnato dal Vescovo Santoro e dal governatore Emiliano ha trascorso la serata della vigilia in un centro della Caritas. Realmente un segnale importante. Il Presidente del Consiglio che viene a celebrare la notte di Natale con noi in un centro notturno di accoglienza per senzatetto e si siede a cena con loro sta un'ora e mezza con noi. Ascolta, interroga, saluta uno per uno. Poi si rende disponibile ad un dialogo anche più approfondito è veramente un segno di una novità una novità che da tempo aspettavamo. Menomale che questo Natale c'è l'ha portata. Ma sul futuro del siderurgico, la città resta divisa. C'è chi continua a non accontentarsi delle rassicurazioni sull'ambientalizzazione della fabbrica. Ieri sera il premier nella sua vigilia tarantina ha incontrato anche quella parte più che mai delusa della città. Come si fa ad ad incontrare i bambini che si ammalano per colpa delle emissioni di quella fabbrica e poi andare a rassicurare gli operai che quella fabbrica deve continuare ad uccidere quei bambini. Noi siamo merce di scambio per le loro guerre elettorali, glielo abbiamo ribadito ieri l'abbiamo ribadito con forza, glielo abbiamo ribadito con il sangue agli occhi. Glielo ribadiremo fino alla fine, loro ci stanno facendo ammalare anche la mente. Perché non riusciamo a essere contenti neanche e gioiosi neanche il giorno di Natale. Noi oggi siamo qua. Ieri era vigilia e l'abbiamo passata per strada perché ci stanno ammazzando noi siamo in guerra.

pubblicità
pubblicità