Tarvisio, il Covid e la crisi nelle zone di confine

18 nov 2020

Tutto dicembre, dall'8 dell'Immacolata fino al 12, 6 stanze ancora annullate. Poi abbiamo tutto il periodo di Natale annullato. Roberto ha 45 anni, da 25 gestisce l' hotel Trieste di Tarvisio, per la prima volta a meno due settimane dall'avvio della stagione turistica invernale è costretto a contare le disdette, anziché organizzare le prenotazioni del periodo natalizio. Il declassamento della Regione a zona arancione e il lock down totale della vicina Austria stanno letteralmente svuotando la piccola città di confine del Friuli Venezia Giulia, poco più di 4100 abitanti, il comune più a est della provincia di Udine. A Tarvisio si vive quasi esclusivamente di turismo estero, in questi giorni la città sembra essere stata abbandonata, le strade sono semideserte, chiusi i bar e i ristoranti, i negozi aperti si contano sulle dita di una mano. Tarvisio è sempre stata meta indiscussa per le vacanze di Natale e quelle di Capodanno, le prospettive non sono buone chiaramente, disdette tante, richieste poche e il discorso della zona arancione, insieme alla chiusura dei confini austriaci ci porta ad avere un lavoro pari a zero. Dall'inizio della pandemia gli albergatori e commercianti di Tarvisio hanno perso mediamente il 70% del fatturato. Dopo i 3 mesi di lock down in primavera, sinceramente quella boccata di ossigeno di agosto pensavamo che il continuare col giallo e piano piano con numeri alla mano di tornare indietro di poter riaprire la famosa stagione invernale. Noi ci teniamo in piedi da soli e siamo, ripeto, parlo a nome di tutti, siamo bravi, anzi aspettiamo che ci vengano incontro.

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