Tav, il primo viaggio nel 2031

15 dic 2021

Con la partecipazione alla conferenza intergovernativa Italia-Francia, la città di Torino rientra ufficialmente nell'osservatorio sulla Tav dal quale era uscita nel 2016, decisione politica dell'allora giunta Appendino, ribaltata dall'amministrazione Lorusso. "Torino rientra a pieno titolo nell'osservatorio TAV Torino-Lione. La linea è un'infrastruttura per noi essenziale, lo è per lo sviluppo della intera città metropolitana, lo è per lo sviluppo del nord-ovest e dell'intero Paese." In questa riunione, che si tiene ad anni alterni nei due Paesi, l'ultima era stata a Chambery, sono stati aggiornati i tempi per la realizzazione dell'opera, con i primi 11 km del tunnel di base, di 57 e mezzo già scavati. "Tempi aggiornati, per quanto riguarda il tunnel di base, si conferma oggi la previsione del 2030 per la fine dei lavori civili, nel 2031 per la messa in esercizio. Per quanto riguarda la vera novità è per le tratte di accesso. Le tratte di accesso saranno realizzate per l'Italia in contemporanea con la realizzazione del tunnel di base, quindi non ci troveremo in una situazione assurda di aver realizzato un ponte ma di non avere le rampe per salirci sopra." Chi continua a non volere né il ponte, né le rampe restando nella metafora sono i no-Tav, che hanno manifestato il loro dissenso anche durante la conferenza con un sit-in davanti alla Prefettura di Torino e soprattutto a loro che il Commissario straordinario si rivolge. "Interventi sulla tratta storica sono interventi a favore delle comunità e parliamo di rifacimento delle stazioni, messa in sicurezza delle sottostazioni elettriche, accesso ai disabili, miglioramento acustico della tratta mi sembrano cose buone per il territorio.".

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