Prima dell'uva, si raccolgono i dati. Nel territorio del Chianti, da una decina di giorni interessato da uno sciame sismico, con circa 200 scosse rilevate, sono stati posizionati dall' INGV tre sismometri che diventeranno cinque la prossima settimana. Le chiamiamo stazioni mobili perché riusciamo a installarle in pochissimo tempo; proprio per questi interventi, da fare con urgenza. Si misura in continuo la vibrazione del terreno e, chiaramente, in caso di terremoto, questi segnali servono per individuare appunto il tempo di arrivo del terremoto, che poi è il dato utile per la localizzazione del sisma. Queste localizzazioni servono ad avere un'immagine precisa della faglia, la cui dimensione controlla la massima magnitudo possibile. Già sappiamo che in questo caso l'area è molto piccola, di circa 2 km quadrati. Firenze, con i suoi tesori ha circa una ventina di chilometri; le magnitudo fin qui registrate non dovrebbero costituire un reale pericolo. Il perdurare di scosse anche di magnitudo moderata, però in maniera sostenuta, può portare a qualche indebolimento delle strutture però stiamo parlando veramente di energia abbastanza ridotte. I sensori che spediscono i dati al centro di lavorazione di Roma sono stati posizionati in queste campagne dove si è creata un'inedita alleanza tra chi lavora e chi studia la terra. Noi ci occupiamo di agricoltura, quindi l'agricoltura è scienza; sì, basata anche su tanta esperienza, e i dati sono molto importanti. Sono i dati dei vecchi contadini e sono i dati della scienza moderna. E nei raccolti, serve sempre la pazienza come durante uno sciame sismico che può durare, bella domanda, anche mesi.























