Test sieroprevalenza Lazio, risultati confortanti

15 giu 2020

Partita con i medici dello Spallanzani, hub di riferimento per la rete Covid Hospital del Lazio e proseguita con personale sanitario pubblico e privato, forze dell'ordine, polizia municipale, farmacisti, la campagna di sorveglianza attiva voluta dalla regione Lazio va avanti. Ad ora, eseguiti circa 100mila test sierologici, abbastanza per ragionare sui dati che sono confortanti, evidenziano che solo il 2,4% ha sviluppato gli anticorpi al virus. E c'è un dato ancora più interessante. Ancora più bassa è la percentuale degli operatori sanitari che hanno una sieroprevalenza del 2%. Che cosa significa? Significa che i nostri operatori sanitari sono stati molto attenti, molto corretti nell'applicare le procedure di salvaguardia di se stessi e degli altri pazienti. Una mappatura importante per capire come e quanto si diffuse il covid 19 nella regione, per scovare i casi uno per uno, come è accaduto con i due focolai romani. il cluster di Garbatella lo consideriamo chiuso. Verrà fatto una verifica di test nei prossimi giorni per coloro che stanno ancora nella struttura, però non ci sono casi di positività. Per quanto riguarda la casa di cura San Raffaele Pisana abbiamo ancora una coda oggi nella ASL Roma 5, ma abbiamo trasferito tutti i casi per cui anche quello è sotto controllo. Di certo a fronte di quel 2,4 di soggetti che hanno avuto contatti con il virus, un numero altissimo di persone nella regione rimane vulnerabile al covid 19 ed è per questo che già si pensa ad azioni di prevenzione per l'autunno. Lanceremo la campagna per i test sierologici a tutto il personale della scuola. italiana nel Lazio. Personale amministrativo e ovviamente personale docente, maestri e professori. E mentre annuncia che saranno raddoppiati gli sforzi per il vaccino antinfluenzale restano operative le strutture covid in Regione e la nascita di due ambulatori di follow up per il post covid e il Presidente della regione Lazio lancia un appello al Governo ad allestire i seggi elettorali in luoghi diversi dalle scuole. "I dati positivi emersi dallo screening non debbano comunque indurre a facili ottimismi. È essenziale continuare a seguire le regole". Io credo che noi non ci dobbiamo preoccupare, la situazione è sicuramente buona. Siamo nella fase della curva epidemica che volge verso il basso. Potranno esserci, come adesso, dei focolai epidemici, ma a mio giudizio, sono più che altro dovuti ad errori umani nella non separazione per esempio dei percorsi rigidi e nel non applicare ricordiamoci le regole del distanziamento, dell'utilizzo delle mascherine.

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