Tifoso morto a Potenza, Procuratore: violenza tribale

20 gen 2020

“Violenza tribale” così il Procuratore di Potenza, Francesco Curcio, definisce le circostanze che hanno portato alla morte del trentanovenne tifoso della Vultur Rionero, Fabio Tucciariello. “Una violenza tribale perché non ha altra ragion d'essere, non è che ci sono motivi sociali, ideologici. Uno si sente di appartenere a una tribù e pensa che l'altro sia la tribù nemica”. A raccontare quella violenza ci sono le armi recuperate dalla Polizia e poi la ricostruzione della dinamica di quello che è stato, ormai è chiaro, un agguato premeditato. “È evidente che l'iniziativa è stata presa solo da una tifoseria nei confronti dell'altra, in questo caso parliamo della tifoseria del Rionero, il Vultur”. È qui che i tifosi della Vultur Rionero hanno atteso i rivali del Melfi, diretti a Tolve e quando hanno provato a fermare le loro auto, alcune avevano bambini a bordo, sono stati investiti da una di queste. Tucciariello è morto sul colpo, altri due tifosi hanno riportato lesioni gravi. Il sostenitore del Melfi, alla guida dell'auto investitrice, è stato arrestato per omicidio volontario, ma in carcere sono finiti, per violenza privata e tentate lesioni, anche 25 tifosi della Vultur Rionero. Lunga poi la lista degli indagati a piede libero, di cui fanno parte alcuni minorenni. Una vicenda che ha sconvolto le due comunità quasi confinanti, circostanza questa che preoccupa il Prefetto di Potenza, che in mattinata ha convocato i due Sindaci. “Siamo seriamente preoccupati per quello che potrebbe accadere per eventuali ritorsioni, perché noi abbiamo i ragazzi di Rionero che vanno a scuola a Melfi, i ragazzi di Melfi che vengono a scuola a Rionero. Quindi siamo preoccupati perché un’antica rivalità, che era abbondantemente superata in tutti i settori se non in quello sportivo, potrebbe venire fuori”.

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