Tiziana Cantone, una panchina rossa per ricordarla

26 nov 2019

Una panchina rossa è stata installata in pieno centro storico di Napoli per ricordare e per chiedere che non accada più quello che è successo a Tiziana Cantone, la ragazza che si tolse la vita il 13 settembre 2016. Fu vittima di una spietata gogna mediatica sul web dopo che i suoi video privati vennero diffusi online. La madre, Maria Teresa Giglio, da anni impegnata in una dura battaglia giudiziaria e culturale, ha parlato da sempre di un femminicidio social. “Ripeto qui ancora una volta, davanti a tutti e davanti alla cosiddetta Napoli bene, dove ci sono i veri pervertiti e quelli che veramente dovrebbero vergognarsi: Tiziana non aveva niente da vergognarsi, non aveva mai fatto del male a nessuno ed è stata lapidata mediaticamente e abbandonata nell'indifferenza, nell'omertà di tanti che la conoscevano bene proprio qui a Napoli”. All'iniziativa, nata dalla Consulta delle pari opportunità della Prima Municipalità, hanno partecipato le istituzioni locali, le forze dell'ordine e le scuole. Alcuni studenti hanno letto dei brani per Tiziana, è suonato il violino per onorare la sua memoria. “Qua passano migliaia e migliaia di persone al giorno, si fermeranno, leggeranno, chi non conosce la storia si documenterà, chi si vuole sedere, si siede e potrà riflettere su quanto è importante spendere la vita con amore e non con odio”. Per la diffusione dei video della giovane c'è un'indagine federale americana su 103 indirizzi IP corrispondenti a chi ha continuato a pubblicare i video o ha rivolto offese alla ragazza o a sua madre. La signora Giglio si è affidata a un team di investigatori americani che l'ha aiutata a individuare e rimuovere, attraverso un procedimento che si chiama Metodo Emme, tutti i contenuti offensivi relativi alla figlia. “Sto aiutando tre ragazze ed è pure riuscita la cosa. Una si chiama proprio come Tiziana. E' come se fosse stato un segno. Non ho potuto salvare mia figlia, però sto salvando altre ragazze e sto dando coraggio a tante altre donne che mi scrivono e che mi ringraziano. Questo per me è il piacere più grande perché io solo per questo sopravvivo perché ormai la mia vita è distrutta”.

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