Torino, web tax per i colossi di e-commerce

10 nov 2020

Questo lockown ancora di più accentua la differenza tra imprese che hanno i magazzini pieni e non possono vendere e nostri concorrenti sleali che invece stanno vendendo a piene mani. Pensiamo al black friday, che cosa sarà, con i nostri imprenditori chiusi, saranno affari d'oro per i colossi. L'allarme arriva dall'Ascom Confcommercio di Torino. Solo in Piemonte le aziende in diretta concorrenza con le grandi piattaforme internazionali di e-commerce sono 20 mila per un totale di 80 mila dipendenti. A causa del lockdown le saracinesche devono restare abbassate a vantaggio dei grandi gruppi che in tutto il 2019 hanno versato al fisco italiano appena 42 milioni di euro a fronte di fatturati miliardari. Non è possibile che un' impresa fisica abbia una tassazione del 60% e i grandi big del web siano praticamente esenti da tasse nel nostro Paese. Pagano le tasse nei paradisi fiscali, quindi, chiaramente, con delle posizioni di concorrenza sleale rispetto alle nostre imprese. Così dall'Ascom Confcommercio di Torino arriva la proposta di una maggiore tassazione per le piattaforme di commercio online con denaro da redistribuire sul territorio. Proposta recepita dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Anche l'Opposizione è d'accordo, ma il meccanismo è lungo e complesso. Sappiamo bene che non è una battaglia facile, però le battaglie bisogna cominciarle.

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