Tornano le visite dei parenti al Pio Albergo Trivulzio

04 dic 2020

Alla fine dell'opuscolo ci sono le raccomandazioni da seguire proprio del ministero della salute che bisogna ovviamente rispettare. Le procedure sono rigidissime, tampone, una breve lezione su come usare i Dpi, poi la vestizione, infine, dopo due mesi di lontananza l'incontro. La mamma di Paolo si chiama Oliva, ha 98 anni ed è al Pio albergo Trivulzio da 9, nei primi 8 il figlio è venuto ogni giorno a ora di pranzo per imboccarla, il virus ha stravolto la loro quotidianità. Oliva sembra assente, ma quando Paolo la chiama stringe gli occhi. Mamma... ...hai visto che è arrivato Paolo? Vanda non vede la cugina Vincenza da febbraio, ma l'ha sentita sempre, le ha mandato ogni sabato un pacco con le parole crociate. Oggi però non può entrare nulla, niente miele, com'era abituata, né cioccolata, una stanza degli abbracci qui non c'è, l'abbraccio e mimato e negli occhi. Sono due giorni che lei dice ah venerdì ci vediamo finalmente, possiamo incontrarci anche se avremo la mascherina, però per me è stato veramente emozionante. 5 postazioni, 20 minuti per due incontri, da oggi alla fine delle feste. La presenza fisica, il contatto, il parlare, lo scherzare, anche un po' piangere insieme e spiegare anche che cosa sta succedendo. Molti anziani vivendo qui all'interno non hanno l'evidenza di quello che sta succedendo. Quando arriva il momento di andare via attraversiamo i corridoi e cortili della Baggina, la casa dei vecchietti di Milano, blindata fino ad oggi, ripensiamo a tutti quegli anziani che il covid ha portato via senza l'abbraccio dei figli e a quelli che oggi si sono riuniti.

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