Traffico illecito di rifiuti al Nord, 11 arresti

07 ott 2019

Il giro criminale scoperto dai Carabinieri Forestali è più ampio rispetto a quello emerso dopo il rogo del capannone di Corteolona, in Provincia di Pavia, avvenuto il 3 Gennaio del 2018. L'ambito delle indagini, invece, è lo stesso, è strettamente collegato al primo: discariche abusive e smaltimento illecito dei rifiuti. Questo è quanto emerso dall'inchiesta che ha portato all'arresto di 11 persone, tutte con numerosi precedenti penali. Gli indagati sono accusati di aver gestito un ingente traffico di rifiuti urbani e industriali provenienti da impianti campani in sovraccarico. I rifiuti finivano in capannoni abbandonati in diverse aree industriali del Nord Italia, grazie a una complessa struttura che poteva fare affidamento su trasportatori compiacenti e società fittizie intestate a prestanome. Nel mirino una società di Acerra e un impianto di trattamento autorizzato in Provincia di Como, che, secondo le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, sarebbe servito solo come copertura. Abbiamo individuato due direttrici: aziende in possesso di regolare autorizzazione che stoccavano rifiuti in eccesso rispetto alle autorizzazioni consentite e poi li smaltivano illecitamente; dall'altro, un'attività che, invece, prevedeva l'impiego, lo stoccaggio, di queste tonnellate e tonnellate di rifiuti in capannoni dismessi. In una intercettazione, secondo gli investigatori, vengono indicate le modalità di infiltrazione nella ditta del Comasco utilizzata dagli indagati. In quest'altra, invece, avvenuta fra due pregiudicati calabresi, ora arrestati, sarebbe evidente la vicinanza agli ambienti di 'ndrangheta.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.