Trafugarte, il mistero del tesoro del Polluce

05 nov 2021

Le monete d'oro e d'argento luccicano inquadrate dalla telecamera del Rov a 104 metri di profondità al largo dell'Isola d'Elba. È la conferma che il lotto di preziosi sequestrato da Scotland Yard nel corso di un'asta a Londra proviene da un antico relitto affondato nei mari italiani e saccheggiato da una banda di inglesi nell'inverno del 2000. Del resto la voce dell'esistenza di un possibile relitto con un tesoro circolava già da mesi sulle banchine dei porti Genovesi. "A un certo punto qualcuno è andato in una tabaccheria a Sottoripa a Genova a comprarsi le sigarette e le voleva pagare con moneta d'oro. Quindi questo mi ha fatto scattare la curiosità". Enrico Cappelletti e Gianluca Mirto, appassionati di relitti, iniziano una ricerca e si imbattono in un libricino del 1841 che racconta la storia dell'affondamento del piroscafo Polluce, di proprietà della compagnia De Luchi Rubattino che qualche anno dopo fornirà due navi simili: la Piemonte e la Lombardo a Garibaldi per l'impresa dei Mille. Intanto le indagini del Nucleo Tutela di Firenze e dei Carabinieri subacquei di Genova hanno appurato che il relitto affondato è proprio il Polluce. "Sì, mediante questo veicolo filoguidato subacqueo siamo arrivati alla profondità di 100 metri circa, che era la quota di immersione appunto dove si trova il relitto, abbiamo effettuato i filmati, i video e abbiamo anche campionato un frammento di rame che era parte dello scafo per avere la certezza che il relitto fosse proprio il Polluce". Pochi anni dopo, siamo nel 2005, un ingente campagna di scavi porta in superficie migliaia di monete e oggetti oggi esposti al Museo di Capoliveri all'Isola d'Elba, tra cui gioielli preziosi, un water closet decorato al suo interno e una piccola teca con la scritta "capelli di Napoleone". I giornali dell'epoca scrissero della presenza sulla nave di almeno 170 mila monete d'oro e d'argento, ne sono state trovate meno di diecimila. I lavori di scavo, supervisionati dall'allora Soprintendenza Toscana, si sono interrotti quando sono finiti i fondi degli sponsor. Ma là sotto, sono in tanti ad ammetterlo anche oggi, c'è ancora molto da scavare, c'è ancora un tesoro da trovare.

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