Tragedia Mottarone, torna in libertà Tadini

25 nov 2021

La data è del 24 novembre, la firma del GIP Elena Ceriotti. Con questa ordinanza Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia del Mottarone, torna in libertà perché, si legge, sono prossimi a scadere i termini massimi di custodia cautelare delle indagini preliminari e non ritenendo ricorrenti le condizioni per avanzare richiesta, né di proroga né di giudizio immediato. "Fondamentalmente era un atto dovuto, perché oggi sarebbero scaduti i sei mesi previsti dal codice di durata massima della misura cautelare per questa fase. L'ho sentito ieri sera, Gabriele Tadini era molto sollevato per questo provvedimento, naturalmente però ancora molto provato per quello che è accaduto". Tadini era agli arresti domiciliari dal 29 maggio scorso, accusato di omicidio plurimo e di non aver segnalato le anomalie del sistema frenante della funivia del Mottarone nell'apposito registro, come previsto dalla legge. Era stato lui stesso anzi, a confessare agli inquirenti di aver lasciato inseriti i forchettoni che impediscono ai freni di entrare automaticamente in funzione in caso d'emergenza, così quando la fune si è spezzata, la cabina 3 non è stata bloccata ma è scivolata all'indietro a forte velocità, causando la tragedia in cui sono morte 14 delle 15 persone che erano a bordo. Nel frattempo, proseguono i rilievi peritali sulla cabina precipitata. Lo scorso 8 novembre, non senza difficoltà, è stata portata via dal pendio sul quale si era adagiata dopo la caduta. Bisognerà capire anche il perché la fune che la sosteneva, si è spezzata.

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