Trani, arrestati due agenti di polizia penitenziaria

26 nov 2021

Soldi, telefoni cellulari e computer in cambio di colloqui oltre il numero consentito. È il patto, non scritto, che i detenuti del carcere di Trani avevano stretto con alcuni agenti di polizia penitenziaria. Un sistema corruttivo - lo definisce la Procura tranese - che ha messo sotto inchiesta 29 agenti, per due dei quali questa mattina è scattato l'arresto. L'indagine parte nel marzo del 2020, in pieno lockdown, e nasce dagli esposti di altri agenti in servizio nella struttura. È il nucleo investigativo della stessa polizia penitenziaria ad occuparsi degli accertamenti del caso. Intercettazioni ambientali audio-video e pedinamenti. Si scoprirà, così, che molti colleghi avevano svenduto la loro attività e non soltanto in cambio di somme di denaro, che potevano andare 500 ai 1.000 euro, o costosi regali. In molti casi gli agenti si sarebbero accontentati di generi alimentari. Corruzione, concussione, abuso d'ufficio, peculato e depistaggio le accuse contestate dalla Procura, che ha disposto anche una serie di perquisizioni, non solo nella provincia BAT, ma anche in quelle di Bari, Taranto e Roma.

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