Transgender 14enne, genitori dai giudici per cambio nome

17 lug 2020

Che cosa spinge due genitori a rivolgersi a un tribunale per chiedere di poter cambiare nome alla propria figlia al proprio figlio e per chiedere a diciott'anni un'operazione che lo faccia diventare quello che lui stesso sente di essere. Per quanto riguarda il cambio del nome, spinge, diciamo, tantissimi motivi quello più semplice è che penso che ogni essere umano abbia diritto di essere chiamato col proprio nome e il nome di mia figlia è Greta. Chiariamo che sulla carta d'identità sua figlia in realtà ha un nome maschile. Ha ancora un nome maschile, il suo nome che gli abbiamo dato alla nascita. Però di fatto, sua figlia si sente una femmina. No è una femmina non si sente. Lei quando a mia figlia le dici ti senti lei dice: "no sono." Voi avete chiesto anche a diciott'anni l'operazione che potrà permettere a Greta di essere una donna così come diceva la signora Cinzia in realtà non si sente mai. Allora molti si chiedono, non è un po' troppo piccola? Adesso che ha 13-14 anni per questa richiesta? Noi non abbiamo chiesto che possa operarsi a 18 anni, noi abbiamo chiesto che possa operarsi, punto. Siamo noi che pensiamo di come devo dire misurare il grado di maturità, fisico e psicologico di nostra figlia. Prima di darle il permesso di farlo. Perché l'abbiamo fatto adesso? Perché è un ulteriore elemento di serenità per nostra figlia, cioè non dovrà di nuovo rendere conto dei perché e dei percome a qualcuno dovrà solo parlarne con noi. Dovrà solo decidere con noi che è il momento per farlo. Perché abbiamo passato 14 anni brutti, veramente brutti. E' stata molto sola discriminata, la vedevano strana veniva allontanata in generale proprio e quindi era una bimba con tanta rabbia, fino ad arrivare ad essere veramente molto triste fino al suo coming out, poi, naturalmente, con lo sviluppo fisico è arrivata veramente ad essere triste da preoccuparci ecco. Diciamo che il coming out Quando è arrivato a che età? A 12 anni e quando l' ha fatto noi ci siamo sentiti sollevati. So che avete scritto un libro sulla vicenda di vostra figlia. Perché avete voluto scrivere un libro? Perché, come le dicevo, noi come genitori ci siamo trovati impreparati e quindi ci sembra giusto, ed è quello che stiamo facendo in tutte le maniere possibili, spiegare quello che è successo far capire alle persone che stanno vivendo magari la stessa cosa che la vivono come una sfortuna che non è così.

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