Turbativa e corruzione, Sindaco Legnano si difende

20 mag 2019

Risponde alle domande del giudice per le indagini preliminari, il Sindaco dimissionario di Legnano, Gianbattista Fratus, finito ai domiciliari giovedì scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Busto Arsizio sul cosiddetto “Sistema Legnano”, un presunto giro di nomine e gare pilotate che ha portato a tre arresti e a 11 indagati. Accompagnato dal suo legale, che, uscendo dal tribunale, si trincera dietro un no comment, l'ex sindaco leghista è accusato di aver turbato due gare per la nomina di un dirigente comunale e del direttore generale di una municipalizzata, ma anche di corruzione elettorale. Secondo la Procura, per farsi eleggere al ballottaggio nel 2017, Fratus avrebbe barattato l'appoggio politico dell'ex candidato non eletto, Luciano Guidi, di Alternativa Popolare, con la nomina della figlia di quest'ultimo nel CdA di una partecipata. Dal carcere di Busto, dove è rinchiuso da giovedì, fornisce la sua versione dei fatti anche l'ex Vicesindaco di Legnano, Maurizio Cozzi, Forza Italia, a cui vengono contestate tre turbative tra l'ottobre 2018 e il marzo di quest'anno. “Non posso che ribadire il fatto che la ricerca dei profili più adatti per le posizioni apicali da ricoprire nelle società partecipate o in altri enti non erano, come dire, delle ricerche volte a far dei favori a qualcuno, ma proprio per avere le migliori persone nei posti più delicati”. Si avvale della facoltà di non rispondere, invece, l'Assessore all'Urbanistica, Chiara Lazzarini, finita anche lei ai domiciliari. “Si è avvalsa della facoltà di non rispondere perché i tempi e i modi, e soprattutto le modalità con cui può far valere le proprie ragioni, vanno valutate anche in relazione alle sue condizioni psico-fisiche, che in questo momento non lo consentono”. La nomina in Giunta di Lazzarini, ex Presidente di AMGA, lo scorso marzo era stata al centro di una sorta di terremoto politico. 13 Consiglieri comunali di Legnano, tra cui tre della maggioranza leghista, avevano rassegnato le dimissioni in segno di protesta per quello che avevano definito un palese conflitto d'interesse. E anche su questo aspetto la Procura sta indagando.

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