"Presidente, ce l'abbiamo fatta". Il video dei soldati ucraini che finalmente raggiungono il confine di stato a nord di Kharkiv e salutano Zelensky, è diventato virale. I militari trasportano una specie di stele gialla e azzurra come la bandiera Ucraina e la piantano a terra. La controffensiva, a partire da Kharkiv, va dunque avanti con successo. La speranza è riuscire a bloccare i rifornimenti che dalla città russa di Belgorod raggiungono Izium, la testa di ponte russa da nord per accerchiare l'intero Donbass. Più a est, infatti, i russi continuano a premere su Severodonetsk, dove solo negli ultimi bombardamenti ci sarebbero stati almeno dieci morti. La città è assediata praticamente da tutti i lati e i civili rimasti sono meno di un decimo della popolazione iniziale. Nell'oblast di Luhansk gli ucraini ormai, dopo le avanzate russe delle ultime settimane, paese per paese, ormai controllano solo un decimo del territorio. Più complessa l'avanzata russa nella regione di Donetsk dove comunque restano bombardamenti pesanti. Intanto, per non permettere alle truppe ucraine di spostarsi verso il Donbass e aiutare nella difesa contro l'attacco russo, continuano le azioni diversive lungo le migliaia di chilometri di confine. La regione di Chernihiv, a nord di Kiev, ha subito bombardamenti, mentre truppe russe avrebbero provato a varcare nuovamente il confine a Sumy ma sono state ricacciate indietro. Anche il dispiegamento delle truppe dalla Bielorussia lungo il confine sembra un gesto orientato allo stesso scopo, di concerto con Mosca. A Mariupol invece, dopo giorni di trattative, si è sbloccata la situazione per i feriti dell'acciaieria Azovstal. Il Ministero della Difesa russo ha fatto sapere che è stato deciso un cessate il fuoco e l'apertura di un corridoio umanitario per permettere il trasporto dei feriti in un ospedale della filorussa Repubblica di Donetsk. Non è stato chiarito se si tratti solo dei 38 feriti gravi o di tutti 600 i feriti che il Battaglione Azov sostiene di avere dentro la fabbrica. "Il sospetto di Kiev è che i feriti trasferiti in una zona sotto il controllo russo possano subire ripercussioni da parte del nemico che potrebbe incarcerarli o ucciderli per averlo combattuto così a lungo".























