Un anno di Covid, un albero per Rocco Biscione, il gigante buono

09 mar 2021

Mio padre era un immortale, una persona piena di vita, grande sportivo, ex maratoneta amava molto il mare si faceva di tutto, aveva un gruppo di amici con cui faceva tanti sport. Ricorda quei giorni quando tutto è iniziato? Aveva la febbre molto alta e tosse fortissima, la febbre non scendeva neanche con antibiotici o con le terapie comuni che di solito si adoperano, abbiamo captato che c'era qualcosa che non andava. Io mi stavo laureando, mi mancavano due esami alla laurea e mi concentravo soprattutto su questi esami per non pensare e sulla scrittura della tesi finale. Chiamavamo costantemente i medici 3 4 volte al giorno e ci dicevano che inizialmente la situazione era stazionaria. Poi, improvvisamente, è precipitato tutto. Dopo quanto tempo? Dopo circa un mese è andato via. È stato proprio uno dei primi ad andar via nella prima grande ondata. Spesso non ci rendiamo conto che non c'è più, le dico la verità non siamo ancora rassegnati. Per me lui è partito lungo viaggio e sta per tornare. Gli amici e il comune hanno voluto dedicare un albero nelle aiuole di Pane e pomodoro per ricordarlo tutti i giorni. Lui ogni mattina era lì con il suo gruppo di amici e per farci sentire quanto lui con la sua presenza era importante. Abbiamo voluto dedicargli un albero come simbolo della sua rinascita sulla terra. Passato un anno, ma il dolore è ancora tanto, riesce a guardare al futuro con speranza? Sicuramente ci auguriamo che con questi vaccini la situazione possa migliorare e possiamo tornare alla normalità. Quello che penso è che tutti desideriamo la normalità. Eravamo liberi, ma non ne eravamo consapevoli.

pubblicità
pubblicità