Un anno di pandemia, Vaia: la gente si è affidata a noi

20 feb 2021

Dall'inizio della pandemia lo Spallanzani è diventato punto di riferimento nella lotta al covid-19, un carico di responsabilità molto forte. La gente si è affidata a noi. Ancora oggi noi avvertiamo questa fiducia. Questo calore che si è determinata in tante cose. Si è determinata anche nelle tante donazioni, io non potrò mai dimenticare quel dono di quel bambino che ha offerto la sua paghetta per offrire la colazione agli infermieri. Qual è stato il momento più difficile e quello più entusiasmante? Ma il momento più difficile. Più che il momento è stato diciamo il sentimento più forte, all'inizio. Il 29 gennaio, quando si è presentata qui la copia cinese, la coppia che veniva da Wuhan, i primi positivi. Io, come dire, ho avvertito, io e i miei colleghi abbiamo avvertito come un sentimento quasi di sgomento di paura nel Paese e lì io ho pensato: che dico? Allora mi è venuta in mente una frase di un grande Papa San Giovanni Paolo II, che aveva utilizzato e ho detto "non abbiate paura". Il più bello quando la coppia è uscita da qui guarita. Lei ha detto monoclonali e vaccino sono due armi strategiche per sconfiggere il virus. Sono due armi strategiche che sconfiggeranno il virus. Questa palazzina tra pochi giorni, adeguatamente ristrutturata e messa a norma, ospiterà sia la somministrazione di farmaci già autorizzati a pazienti di lieve media gravità, sia per la sperimentazione di nuovi ancora monoclonali che hanno bisogno poi di avere una fase di sperimentazione uno, due, tre, per essere approvati dalle autorità regolatorie. Quando sarà pronto il vaccino italiano, se continuiamo a lavorare così di gran lena, la fase due e la fase tre, che affronteremo proprio nei prossimi giorni, secondo noi a settembre potremo andare in produzione. L'impegno di medici e ricercatori è fondamentale, ma da solo non basta a sconfiggere il virus. Cosa si aspetta dalla politica e dalle istituzioni? Noi abbiamo bisogno essenzialmente due cose, alzare la voce in sede europea lì dove si sono formati i contratti per farli rispettare e consentire finalmente il superamento della logica del brevetto e fare in modo che le industrie, soprattutto italiane, possono produrre più vaccino facendoci così uscire definitivamente da questa pandemia. Quando torneremo alla normalità? Presto, se saremo in grado come sistema Paese di dare una risposta corale e a me piacerebbe continuare ad occuparmi del progetto che era la priorità dell'Oms prima del coronavirus che vedete qui. Qui noi sperimenteremo la lotta alla farmaco resistenza agli agenti patogeni, multi resistente che è la frontiera della nuova medicina e della bioricerca.

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