C'è anche il violino, il primo strumento che iniziò a suonare, da bambino, negli anni '20 e poi ci sono gli anni '40 quando Armando Trovajoli alterna il jazz con la musica leggera diventando il jazzista italiano più apprezzato e poi via via ci sono i suoi oggetti, compagni di una carriera straordinaria. La mostra è divisa in nove sezioni: gli inizi, il jazz, il pianoforte, la radio, il cinema, le commedie musicali, la televisione, le sue passioni, il rapporto privilegiato con Roma. La sua città natale è stata Il filo rosso che attraversato esperienza, musica e ispirazione. Trovajoli và annoverato tra i musicisti più eclettici del Novecento; per il cinema ha composto oltre 300 colonne sonore, collaborando con i più grandi registi; nell'ambito della commedia ha musicato "Ciao Rudy", "Aggiungi un posto a tavola" e "Rugantino" e oggi è proprio uno degli interpreti del Rugantino a ricordarlo. "La passione con cui lui ha vissuto il suo lavoro è un po' il lascito principale, ma non nei miei, verso di me, penso verso verso tutti. Quando penso a lui penso a Scola, penso a Garinei, penso a questa allegra brigata di persone che rappresentavano qualcosa già quando c'erano e lo rappresentano ancora di più quando non ci sono più.".























