Usa, 13 ore due stragi 29 morti 53 feriti

05 ago 2019

Giovani, maschi, ventenni, bianchi, nessun precedente penale, legati sinora solo da un filo impalpabile di follia e odio. Due sparatorie sulla folla in due Stati americani a 13 ore di distanza fanno 29 morti e 53 feriti. Così l'America precipita per l'ennesima volta tra pallottole d'odio vagante e indiscriminato. A El Paso, in Texas, Patrick Crusius, 21 anni, prima di entrare in azione nella sua folle battaglia per preservare la razza e per non subire la progressiva sostituzione etnica di ispanici e immigrati in America, posta il manifesto suprematista sul web, percorre 900 chilometri, arriva Walmart di El Paso, Centro commerciale frequentato da 3 - 4 mila persone, e inizia a sparare sugli ispanici. Per gli inquirenti è terrorismo nazionale e il procuratore del Texas ne chiede la pena capitale. E' una famiglia distrutta quella dei Betts di Bellbrook nell'Ohio. In una notte, nella sparatoria di Dayton, hanno perso il figlio Connor Betts, il presunto killer di 24 anni e la sorella Megan, era al bar della strage con il fidanzato. Connor era uno studente lavoratore vicino alla laurea in psicologia che negli anni del liceo era stato bullizzato, racconta una sua vicina di casa. Non c'è dunque connessione tra le due stragi, ma El Paso e Dayton incendiano la politica americana e il Presidente Donald Trump condanna, ma i democratici accusano la sua retorica incendiaria di alimentare la violenza e il razzismo, troppo condiscendente con il suprematismo bianco, con la lobby delle armi, la NRA, la National Rifle Association. In 7 mesi già 250 sparatorie di massa nel 2019 negli States hanno ucciso quasi 9 mila persone e dall'inizio della sua Presidenza si registra una crescita nelle violenze e nella vendita di armi. La potente lobby si porta a casa un fatturato da 40 miliardi di dollari l'anno ed esercita tutta la sua influenza su Washington. Mai nella storia recente un emendamento teso a limitare e contenere la diffusione di armi è riuscito a raccogliere i consensi necessari per essere trasformato in legge. In questa direzione l'appello di Bernie Sanders, candidato Dem alle presidenziali 2020, che alle accuse rivolte a Trump aggiunge l'appello ai suoi a mobilitarsi per una legge sul Gun Control. Forse è questa volta, dopo il flop della riforma di Obama, forse lo sgomento per le morti potrebbe prevalere su una delle più potenti lobby di Washington.

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