Vaccini, contro ritardi Governo annuncia azioni legali

24 gen 2021

Dopo i tagli delle dosi di vaccino anti covid di pfizer e AstraZeneca è inevitabile uno slittamento del piano vaccinale. Il premier Conte attacca le case farmaceutiche, definendo inaccettabili i tagli annunciati dalla società britannica. I ritardi costituiscono una grave violazione contrattuale, riferisce il premier su Facebook, che producono danni enormi all'Italia. Per questo conclude, ricorreremo a tutti gli strumenti e alle iniziative legali per rivendicarne il rispetto. L'ammontare complessivo delle dosi che arriveranno entro marzo sarà di 15 milioni, l'abbiamo stabilito ieri. Stiamo rivedendo i piani di somministrazione in funzione di questi numeri. Sono numeri ridotti, inferiori rispetto a quelli programmati. Pretendiamo che questi numeri riprogrammati vengano rispettati. Se le aziende non lo faranno, saremo conseguenti. Serve uno Stato forte per imporrein Italia e in Europa alle aziende il rispetto alle regole. Si parla di un taglio del 60% che, come ha spiegato il premier, per l'Italia significherebbe passare da 8 milioni di dosi a 3,4 milioni. Il commissario Arcuri ha annunciato una diffida contro Pfizer per inadempimento e esposto ai PM. Anche l'Unione europea vuole vederci chiaro sui ritardi, ha convocato l'azienda britannica AstraZeneca per lunedì indicando due obiettivi, avere un programma chiaro che consenta di pianificare le consegne e accelerare la distribuzione. Da parte sua la multinazionale farmaceutica che attende il parere dell'Ema per la commercializzazione in Europa spiega che fornirà decine di milioni di dosi a febbraio e a marzo all'Unione europea e ha aggiunto che i motivi della frenata sono dovuti a problemi di produzione. Intanto nel mondo è ancora Israele il Paese con la più alta percentuale di persone che hanno avuto almeno una dose di vaccino, a seguire gli Emirati Arabi Uniti. Fra le Nazioni europee è in testa la Germania, seguita dall'Italia.

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