Vaccino Astrazeneca, le tappe fino ad oggi

06 apr 2021

Un percorso accidentato tra sospensioni e riprese, un balletto di cifre sull'età cui destinarlo, che ha aggiunto confusione e incertezza. Eppure il vaccino AstraZeneca è quello su cui ha puntato di più l'Europa, d'altronde non crea problemi di conservazione ed è quello che costa meno di tutti. I problemi iniziano già in fase di valutazione da parte dell'EMA per l'imprecisione di alcuni dati ed è così che arriva al traguardo della commercializzazione, solo dopo Pfizer e Moderna, il 29 gennaio quando l'Agenzia Europea del Farmaco lo approva per tutte le fasce di età sopra i 18 anni. Il giorno dopo tocca all'Italia: l'Agenzia Italiana del Farmaco dà il via libera al suo utilizzo ma solo per i soggetti fino ai 55 anni perché, dicono gli esperti, mancano i dati sulla sua efficacia nella popolazione anziana. A quel punto viene destinato soprattutto a Forze dell'Ordine e insegnanti. Passa poco meno di un mese, l'AIFA riceve i nuovi dati da AstraZeneca e allarga la platea cui destinarlo. Il 22 febbraio lo approva per i soggetti fino ai 65 anni. L'8 marzo un nuovo aggiornamento: AstraZeneca può essere utilizzato anche dai soggetti sopra i 65 anni, restano escluse solo le persone estremamente vulnerabili. Ma il 16 marzo arriva la doccia fredda: la Germania sospende il vaccino AstraZeneca per l'insorgere di alcuni dati sospetti di eventi rari di trombosi. A quel punto è tutta l'Europa, Italia compresa dove i casi sospetti all'epoca sono sei, che ne decide lo stop in attesa di un nuovo pronunciamento dell'EMA che, puntuale, arriva dopo due giorni. AstraZeneca, dice la Direttrice dell'Agenzia, è sicuro e i benefici sono superiori ai rischi ed escludiamo relazioni tra casi di trombosi. E anche l'Italia riprende le somministrazioni. Ma, a fine marzo, è di nuovo la Germania che decide di restringere un suo utilizzo solo agli under 60: a preoccupare Berlino sono 31 casi sospetti di trombosi, di cui 29 donne tra i 20 e i 63 anni. A seguire la Germania saranno Francia, Paesi Bassi, Svezia, Islanda, Finlandia e Canada. Non solo i 31 eventi in Germania, casi sospetti si segnalano ovunque in Europa. In Italia l'ultima segnalazione di una giovane donna di Genova morta il 2 aprile scorso, 12 giorni dopo la vaccinazione.

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