Vaccino Covid-19, in arrivo le prime 450mila dosi

28 dic 2020

Sarà effettuato nelle prossime ore per concludersi il 31 dicembre la consegna del secondo carico di 469950 dosi di vaccino Pfizer in partenza dal Belgio. La casa farmaceutica, che ha assicurato non ci sia alcun ritardo nel piano di consegna previsto per il nostro Paese, trasferirà le dosi direttamente presso i primi 203 siti di somministrazione sparsi sul territorio, così come confermato dal commissario Arcuri. Sull'attuazione del piano, però, pesano alcune incognite, a cominciare dai tassi di adesione proprio tra il personale sanitario delle Rsa che in alcune aree non sembrano troppo incoraggianti. Qualcuno della sanità dice il "vaccino non serve" si schiera dicendo che è no vax, perdoni ma ha sbagliato lavoro e su questo non si tratta di essere duri. Se uno studia sei anni, poi ha fatto una specializzazione, arriva a conclusione che il vaccino non serve, ha sbagliato lavoro. Poi c'è la questione prioritaria, legata al via libera che ognuno degli altri cinque vaccini preacquistati dall'Italia per un totale di 202 milioni di dosi dovrà ricevere prima di essere distribuito. Il 6 gennaio è atteso l'ok a quello di Moderna. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sul vaccino Oxford AstraZeneca, del quale l'Italia ha ordinato il maggior quantitativo 40 milioni di dosi e che dopo una battuta d'arresto potrebbe a breve essere autorizzato nel Regno Unito. L'obiettivo è vaccinare il 70,80% degli italiani entro settembre, a cominciare da operatori sanitari, medici e infermieri che nella sola Lombardia sono circa 343000 persone. La fase degli ultraottantenni, degli ultrasessantenni, richiederà maggior impegno. Stiamo parlando di un numero di persone intorno ai due milioni e mezzo. Se mettiamo anche i cronici forse tre milioni, da fare con i nuovi vaccini, con Pfizer sulla base dell'effettiva disponibilità per accelerare e arrivare all'estate, avendo vaccinato il maggior numero di persone possibile.

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