Vaccini, l'hub del Rettorato di Torino

07 apr 2021

Tre box, ognuno con un medico e un infermiere, il centro vaccini creato nel rettorato dell'Università di Torino viaggia spedito, alla media di 300 dosi al giorno, weekend compresi. Qui si usa esclusivamente AstraZeneca perché, per il momento, si vaccina solo il personale universitario. Dopo le ultime incertezze sugli effetti collaterali del siero angolo-svedese, anche qui una riduzione delle presenze si è avvertita. "Siamo passati da una percentuale del 10% di persone che non si sono presentate, a una percentuale di circa il 20% negli ultimi 4-5 giorni. Il vaccino è sempre consigliato, la percentuale di casi è veramente limitata, dell'ordine di uno su un milione di casi di persone vaccinate, i benefici sono di gran lunga superiore ai rischi". Una indicazione che comunque, la maggior parte dei cittadini e soprattutto delle cittadine, ha seguito qui all'Università. "Ho chiesto rispetto a quello che si diceva nelle ultime 24 ore sulle donne under 50, tutti però continuano a fare l'esempio del Regno Unito e a dire che lì hanno vaccinato con AstraZeneca, quindi andrà tutto bene". "Non mi sento tranquilla, mi sento infortunata di averlo potuto fare". "Mi sono un po' informata e alla fine l'ho fatto, ho deciso che bisognava andare avanti". Entro la settimana saranno vaccinati tutti i dipendenti degli atenei torinesi ma questo hub, la cui organizzazione è stata studiata da grandi aziende del territorio, per poterla replicare appena sarà possibile vaccinare anche nelle imprese, continuerà ad essere attivo. "Saremo a disposizione dell'autorità sanitaria regionale, diciamo che in prospettiva ci piacerebbe poi mettere questo centro a disposizione delle studentesse e degli studenti, quando arriverà il momento di vaccinare anche loro. Noi ne abbiamo più di 80 mila e quindi, vorremmo poter contribuire alla vaccinazione rapida".

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