Vaccino Covid in Italia, certezze e dubbi sulle prime scorte

03 dic 2020

200 milioni di dosi per tutto il 2021. Tante sono quelle opzionate dall'Italia attraverso sei contratti di preacquisto siglati dalla Commissione europea, che arriveranno nel nostro Paese solo dopo aver ottenuto il vigoroso via libera da parte dell'Agenzia europea del farmaco, che al momento ha in calendario solo due riunioni per decidere l'eventuale validazione di due vaccini, della Pfizer Biontech il 29 dicembre, di Moderna il 12 gennaio. È quindi su questi due vaccini basati su una tecnologia assolutamente innovativa dell'RNA messaggero che l'Italia sta predisponendo il suo piano vaccinale, almeno nella fase iniziale. Perché entro il primo trimestre 2021 dovrebbero arrivare le prime scorte. Ma cosa sappiamo dei due vaccini? Secondo i comunicati diffusi dalle rispettive aziende, Pfizer ha un'efficacia del 95%, Moderna del 94,5%. Hanno entrambi bisogno di due dosaggi e i test sono stati effettuati su decine di migliaia di volontari. Il vaccino Pfizer necessita di una conservazione estrema, meno 70 gradi, dal Belgio sarà l'azienda utilizzando box termici ad hoc a farsi carico del trasporto fino ai 300 punti di somministrazione, individuati dalle regioni. Il vaccino Moderna, invece, che richiede una conservazione tra i 2 e gli 8 gradi, verrà stoccato in un hub nazionale, dopo provvederà l'Esercito a smistarlo in vari siti territoriali. Restano però al momento senza risposte domande cruciali che potranno sciogliersi solo con le sperimentazioni dei prossimi mesi. I due vaccini proteggono solo dalla malattia grave o anche dal contagio? Quanto dura la protezione? Quanto sono efficaci sugli anziani? Tutti gli Stati europei, compresa l'Italia, hanno stabilito che ad essere immunizzati per primi dovranno essere operatori sanitari e anziani. Ma se si dovesse scoprire che i vaccinati oltre a essere protetti dal virus non contagiano gli altri, allora l'ordine potrebbe essere ribaltato. I giovani e tutti coloro che lavorano e viaggiano molto potrebbero risalire in cima alla lista. Nell'incertezza intanto il rischio di non sfruttare al meglio una risorsa che, almeno all'inizio, non sarà per tutti.

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